Maltempo Emilia Romagna, oltre 3 milioni per interventi sulla frana a San Benedetto Val di Sambro

Al monitoraggio del movimento franoso a San Benedetto Val di Sambro, si affiancheranno a breve ulteriori sondaggi, per capire i possibili scenari evolutivi

Lavori urgenti e interventi di consolidamento, già in atto da mesi, per oltre 3 milioni di euro. E a breve una nuova serie di sondaggi per cercare di prevedere i possibili scenari futuri. Non si ferma l’impegno della Regione Emilia Romagna nel monitoraggio della grande frana in località Ca’ di Sotto, nel territorio di San Benedetto Val di Sambro, sull’Appennino bolognese: dopo una trentina di anni, infatti, la colata si è riattivata per effetto dell’ondata di maltempo dell’autunno 2024, tornando a interrompere il corso del torrente e rendendo inagibili alcune case. Al monitoraggio del movimento franoso, attivato immediatamente all’indomani dell’emergenza, si affiancheranno, dunque, a breve ulteriori sondaggi, per capire i possibili scenari evolutivi.

Proseguono, intanto, al piede della frana, i lavori sul canale sfioratore dell’invaso, già realizzato, per migliorarne la stabilità strutturale e aumentarne la capacità di deflusso, mentre nella parte alta sono in corso opere di regimazione delle acque superficiali. Gli interventi sono in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile, per un impegno economico – tra risorse del bilancio regionale, ordinanza commissariale e ordinanza del Dipartimento nazionale della Protezione Civile – che supera i 3 milioni di euro. Al Comune di San Benedetto Val di Sambro sono stati assegnati, sempre dall’Agenzia regionale, 530mila euro (ex articoli 10).

In un’ottica di prospettiva nel medio-lungo termine, relativamente alla zona di valle, con l’intervento da 1 milione 450mila euro previsto dal secondo stralcio del Piano degli interventi urgenti finanziati a seguito delle ondate di maltempo di settembre e ottobre 2024, si prevede di rendere più sicuro il canale di sfioro, ricostituire l’alveo del Sambro lungo tutto il piede della frana (circa 600 metri) con opere di stabilizzazione trasversale e di migliorare la regimazione delle acque di versante. Attualmente è operativo un sistema avanzato di monitoraggio della frana, installato sin dalle prime fasi dell’emergenza e successivamente potenziato. La gestione è affidata all’Università di Bologna, che effettua un controllo continuo sull’intera area.

Ulteriore campagna di sondaggi

Sempre nell’ambito dell’intervento previsto dal secondo stralcio del Piano, è stata affidata un’ulteriore campagna di sondaggi, indagini e monitoraggi sul corpo di frana e nelle aree potenzialmente interessate dalla sua evoluzione, propedeutica alla progettazione degli interventi di miglioramento e, soprattutto, alla valutazione dello stato di stabilità della frana stessa. Il programma di indagini è ad ampio spettro, per consentire di individuare sia gli scenari di una possibile evoluzione del movimento, sia lo studio di eventuali soluzioni alternative di miglioramento.

Questo piano di indagini, sondaggi e monitoraggi aggiuntivi è stato progettato dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile, in collaborazione con Università e Unione dei Comuni, anche in vista degli approfondimenti scientifici che verranno sviluppati nell’ambito della collaborazione con la Fondazione Del Monte di Ravenna e Bologna. Tutte le attività sono seguite da vicino dall’Università di Bologna, nell’ambito di una convenzione con l’Agenzia regionale.

Il COC (Centro Operativo Comunale) dei Comuni è sede di incontri periodici con amministratori e cittadini.