La tempesta Gabrielle, dopo aver attraversato il Portogallo senza lasciare impatti rilevanti, ha assunto una nuova configurazione al suo arrivo in Spagna, causando alluvioni estese, raffiche di vento violente e perfino episodi vorticosi. Entrando sulla terraferma, Gabrielle si è rapidamente indebolita fino a dissolversi come tempesta tropicale. Tuttavia, lungo la costa mediterranea, la circolazione residua si è ricostituita trasformandosi in una DANA (Depresión Aislada en Niveles Altos), fenomeno tipico e ciclico in territorio iberico, soprattutto tra estate e autunno.
Perché la Spagna è così esposta
La nuova DANA ha trovato terreno fertile grazie all’unione di umidità tropicale, aria fredda in quota e un Mediterraneo caldo con temperature comprese tra 25 e 27°C. Questi contrasti termici hanno favorito la nascita di temporali autorigeneranti capaci di insistere a lungo sulla stessa area. Negli ultimi anni fenomeni simili appaiono sempre più frequenti e distruttivi, aggravati da un mare che trattiene molto più calore rispetto al passato.

Un “classico” che si ripete con più intensità
L’attuale configurazione, con un anticiclone a nord che intrappola il sistema depressionario sulla costa spagnola, è già stata osservata in passato ma oggi si presenta con una maggiore intensità. La quantità di vapore acqueo disponibile nell’atmosfera, accresciuta dal riscaldamento globale, rende le precipitazioni più abbondanti e pericolose. Questo spiega perché le alluvioni in Spagna risultano così devastanti, nonostante Gabrielle si fosse indebolita dopo il passaggio sul Portogallo.
Conclusioni: una lezione dal Mediterraneo
La trasformazione della tempesta Gabrielle in DANA evidenzia come le dinamiche atmosferiche mediterranee possano amplificare gli effetti di ex uragani o depressioni atlantiche. Non è solo la persistenza del fenomeno a preoccupare, ma anche l’energia in gioco, capace di produrre piogge torrenziali, alluvioni lampo e seri danni idrogeologici. Un chiaro esempio di come il cambiamento climatico stia aumentando la frequenza e la gravità degli eventi estremi nel Mediterraneo.