Meteo, Atlantico sotto osservazione: rischio doppio uragano e possibile effetto Fujiwhara

Effetto Fujiwhara: il raro fenomeno della “danza degli uragani”

L’oceano Atlantico torna protagonista con una situazione che sta attirando grande attenzione da parte dei meteorologi. Il National Hurricane Center (NHC) sta monitorando lo sviluppo dell’Invest 94L, un’area di bassa pressione con alta probabilità di trasformarsi a breve in depressione tropicale o tempesta tropicale. Parallelamente, cresce la preoccupazione per un secondo sistema, Humberto, che potrebbe trovarsi a interagire con 94L nei prossimi giorni.

Il rischio maggiore non riguarda soltanto l’evoluzione dei singoli cicloni, ma la possibilità che si verifichi il cosiddetto effetto Fujiwhara, un fenomeno meteorologico raro e affascinante.

Effetto Fujiwhara 29 settembre

Cos’è l’effetto Fujiwhara

Si tratta di un’interazione che avviene quando due cicloni tropicali si avvicinano fino a circa 1.400 km di distanza. In queste condizioni, le loro circolazioni iniziano a influenzarsi reciprocamente, dando vita a una sorta di “danza” in senso antiorario attorno a un punto comune. Nella maggior parte dei casi, il ciclone più debole orbita intorno a quello più forte, indebolendosi progressivamente o venendo inglobato.

Perché è un fenomeno pericoloso

L’effetto Fujiwhara può rendere le previsioni estremamente difficili. La traiettoria dei cicloni può cambiare improvvisamente, così come la loro intensità. In alcuni casi i sistemi possono addirittura fondersi, creando un ciclone molto più ampio e potente, con conseguenze potenzialmente devastanti.

Prossimi scenari

Secondo le proiezioni attuali, nella prossima settimana l’Atlantico potrebbe ospitare due cicloni vicini e sufficientemente intensi da innescare questa interazione. Se ciò avverrà, il Mediterraneo e l’Europa occidentale dovranno monitorare attentamente i possibili effetti indiretti, come l’arrivo di masse d’aria umida o perturbazioni rafforzate.

Uno sguardo alla storia

Il fenomeno deve il nome al meteorologo giapponese Sakuhei Fujiwhara, che lo descrisse per la prima volta nel 1921, osservando la tendenza dei vortici a muoversi in simmetria. Oggi, grazie ai satelliti e ai modelli numerici, possiamo seguirlo in tempo reale, ma resta un evento raro e difficile da prevedere.