L’8 settembre 2025, la città di Ashland, in Kansas, è stata colpita da una delle grandinate più impressionanti della stagione. Chicchi di grandine con diametro stimato fino a 7 cm, equivalenti a una palla da baseball, hanno colpito case, auto e infrastrutture, lasciando dietro di sé una lunga scia di danni. Secondo i dati ufficiali, la grandinata si è verificata intorno alle 17:00 e ha sorpreso i residenti con un’intensità fuori dal comune. Numerose testimonianze riportano vetri in frantumi, tetti danneggiati e veicoli gravemente colpiti.
La dimensione dei chicchi rende l’evento eccezionale: grandini di questo calibro non solo sono rari, ma sono anche in grado di provocare conseguenze paragonabili a quelle di una tempesta violenta.

Un contesto di supercelle diffuse
L’episodio di Ashland si inserisce in una sequenza di supercelle temporalesche che tra il 3 e l’8 settembre hanno interessato l’area delle Central Plains, colpendo anche città come Wichita e alcune zone dell’Oklahoma. Il fenomeno ha messo in evidenza la persistenza di condizioni atmosferiche estreme, con forti correnti ascensionali capaci di sostenere la formazione di grandine gigante.
Confronto con altre grandinate negli USA
Il 2025 si sta già imponendo come uno degli anni più intensi per danni da grandine negli Stati Uniti. A maggio, in Texas, erano stati osservati chicchi superiori ai 17 cm, stabilendo un record statale. Anche eventi con grandine di dimensioni “tennis ball” (oltre 6 cm) sono risultati frequenti, confermando l’eccezionalità della stagione.
Una tendenza da monitorare
I meteorologi americani sottolineano come questi episodi riflettano un trend di grandinate più frequenti e distruttive negli ultimi anni, spesso associato a un’atmosfera più instabile e ricca di energia. Per le comunità locali, ogni evento di questo tipo rappresenta non solo un’emergenza immediata, ma anche un campanello d’allarme climatico rispetto ai rischi futuri.
In sintesi, la grandine gigante di Ashland rimarrà uno degli eventi meteorologici più rilevanti del 2025, sia per la spettacolarità che per l’impatto devastante sulle comunità coinvolte.