Petrobras ottiene il via libera per i test ambientali, ma le trivellazioni nel Rio delle Amazzoni restano sotto accusa

L'Ibama approva i test di emergenza della compagnia, ma chiede modifiche al piano di protezione della fauna prima di concedere la licenza definitiva

Il colosso dell’energia statale brasiliana Petrobras compie un nuovo passo verso l’avvio delle contestate trivellazioni esplorative nei bacini petroliferi al largo della foce del Rio delle Amazzoni, nelle acque profonde della zona del cosiddetto margine equatoriale. L’Istituto brasiliano delle risorse naturali rinnovabili e ambientali (Ibama) ha approvato i test che simulano le emergenze ambientali effettuati dalla società e considerati tra gli ultimi step prima dell’autorizzazione delle operazioni. L’organo ambientale ha espresso parere positivo, chiedendo tuttavia chiarimenti e la revisione del piano di protezione della fauna, che la compagnia si è impegnata a ripresentare entro venerdì 26.

I passi successivi

Conclusa questa fase, l’Ibama potrà stabilire le condizioni della licenza e consentire l’avvio delle operazioni di esplorazione nel cosiddetto Margine Equatoriale, considerata la nuova frontiera petrolifera del Paese. Petrobras prevede la perforazione di otto pozzi nelle acque al largo dello stato di Amapà. Il progetto, sostenuto dal governo di Luiz Inácio Lula da Silva, è stato più volte respinto dall’Ibama per i rischi su fauna e comunità indigene e resta contestato dagli ambientalisti, che denunciano l’impatto climatico ed ecologico. Per governo e compagnia, però, ha un valore strategico: i giacimenti potrebbero contenere fino a 5,6 miliardi di barili, pari a un aumento del 37% delle riserve nazionali attuali.