Polonia, l’eolico offshore accelera: investimenti miliardari sul Baltico per ridurre il carbone

Dal progetto Baltic Power da 4,7 miliardi di euro alle nuove joint-venture internazionali, Varsavia punta a 18 GW di capacità entro il 2040 per garantire indipendenza energetica e attrarre capitali esteri

A circa 20 km dalla costa baltica polacca sorgono cinque turbine eoliche, a cui nel corso del prossimo anno se ne aggiungeranno decine, mentre l’espansione dei parchi eolici rimodella il panorama energetico della Polonia e attrae investitori stranieri. La Polonia è stata relativamente lenta nella transizione verso l’energia pulita e nel 2023 dipendeva dal carbone per poco più del 50% della sua produzione di elettricità, rispetto al 12% dell’Unione europea. In precedenza, Varsavia aveva dato priorità agli interessi della sua potente industria del carbone rispetto agli obiettivi climatici Ue, nonostante i forti venti e le acque poco profonde lungo la costa baltica rendono la Polonia un luogo attraente per i progetti eolici offshore.

Il settore offshore, però, ha ottenuto il sostegno del governo, motivato anche dalla necessità di sicurezza energetica, dopo che il Paese ha smesso di importare petrolio e gas dalla Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca. “Non si trattava di voler stare lontano dalla Polonia, ma per molto tempo il quadro normativo non è stato in vigore”, ha affermato Toby Edmonds, vicepresidente esecutivo per i progetti offshore di Northland Power.

Investimenti da 4,7 miliardi nel progetto Baltic Power

Il gruppo energetico canadese sta collaborando con il gruppo petrolifero e del gas polacco Orlen, controllato dallo stato, nel progetto Baltic Power da 4,7 miliardi di euro, la più avanzata delle tre iniziative di punta che abbinano aziende nazionali a partner stranieri che forniscono competenze tecnologiche. Il mese scorso, intervenendo durante una visita al primo gruppo di turbine Baltic Power installate, il premier polacco Donald Tusk ha elogiato il progetto come “un investimento gigantesco che avvicinerà la Polonia alla piena sicurezza e indipendenza energetica”.

Orlen ferma il 51% della joint-venture – mentre Northland ferma il resto – e mira ad attivare le 76 turbine pianificate entro la fine del 2026. Orsted, il più grande sviluppatore di energia eolica offshore al mondo, sta costruendo un parco eolico leggermente più grande con la vicina utility statale PGE, mentre la società polacca Polenergia sta sviluppando un progetto offshore con la norvegese Equinor.

Le due joint-venture dovrebbero fornire quasi 6 GW di capacità entro il 2030 e, con l’arrivo di altri progetti, il governo Tusk punta a raggiungere i 18 GW entro il 2040, equivalenti a circa la metà della capacità attuale in Europa. L’associazione polacca per l’energia eolica ha stimato che il Paese potrebbe arrivare a 33 GW e coprire oltre il 50% dell’attuale domanda di elettricità nazionale attraverso l’eolico offshore.