Attraverso sensori avanzati in grado di monitorare parametri come l’inclinazione del tronco e la frequenza di oscillazione degli alberi, il progetto Prospettiva Terra, coordinato dal prof. Stefano Mancuso e sviluppato dalla società PNAT, ha sperimentato con successo un innovativo sistema di monitoraggio del verde urbano basato sull’intelligenza artificiale. La sperimentazione, condotta presso la BAM – Biblioteca degli Alberi di Milano, ha coinvolto 300 alberi, raccogliendo dati che sono stati elaborati in cloud per costruire modelli predittivi grazie al machine learning.
L’obiettivo è chiaro: offrire ai gestori del verde uno strumento in grado di rilevare in tempo reale segnali di instabilità, lanciando allarmi precoci in caso di anomalie strutturali. Sostenuto da Henkel, Ricola, Omnicom Media Group e McDonald’s, con il supporto di media partner come Acone Associati e Publitalia ’80, il progetto dimostra come l’intelligenza artificiale possa supportare concretamente la sicurezza nelle nostre città.
Tecnologia e ambiente per una nuova gestione del verde urbano
L’intelligenza artificiale non sostituisce gli esperti, ma li affianca con dati aggiornati e analisi oggettive, consentendo un monitoraggio costante e scientifico. I sensori, completamente autonomi dal punto di vista energetico, funzionano come “sentinelle” capaci di identificare tempestivamente segnali di rischio. Questo approccio è particolarmente cruciale oggi, in un contesto climatico dove eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti.
Conclusa la fase iniziale, Prospettiva Terra mira ora ad espandere l’applicazione a parchi e viali alberati più complessi, consolidando il modello in ambienti più dinamici. Il progetto si pone come esempio concreto di come la collaborazione tra scienza, tecnologia e istituzioni possa costruire un nuovo modello di cura urbana, in cui la sicurezza, la resilienza e la sostenibilità si intrecciano grazie al contributo dell’innovazione digitale.
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