La Terra ha un solo satellite naturale, la Luna, ma da agosto 2025 sappiamo con certezza che il nostro pianeta ha anche un nuovo “compagno di viaggio”: un asteroide di appena 15-30 metri di diametro, battezzato 2025 PN7. Scoperto il 2 agosto 2025, gli astronomi hanno poi individuato tracce in immagini d’archivio risalenti almeno al 2014. Secondo i modelli orbitali, però, l’oggetto si trova vicino alla Terra da ben 60 anni, e vi rimarrà almeno per altri 60.
Che cos’è un quasi-satellite
2025 PN7 non è una seconda Luna. Gli astronomi lo classificano come un “quasi-moon”, o quasi-satellite: un corpo celeste che orbita attorno al Sole, ma la cui traiettoria è sincronizzata con quella terrestre in una sorta di risonanza 1:1. A causa di questo equilibrio dinamico, sembra accompagnare il nostro pianeta, pur non essendo legato stabilmente dalla gravità terrestre.
Diverso è il caso delle cosiddette mini-lune, piccoli asteroidi catturati temporaneamente dalla gravità della Terra, che restano in orbita solo per poche settimane o mesi. L’ultimo esempio è stato 2024 PT5, rimasto attorno al pianeta per appena 57 giorni prima di riprendere il suo viaggio intorno al Sole.
Dove si trova e quanto è grande
2025 PN7 misura meno di un terzo della Statua della Libertà e appartiene alla categoria degli asteroidi Arjuna, noti per le loro orbite particolarmente vicine a quella terrestre. Attualmente si trova nella costellazione del Pesce Australe (Piscis Austrinus), a una distanza variabile tra 2,8 e 37,2 milioni di miglia dalla Terra.
Non è solo: il caso Kamoʻoalewa
PN7 non è il primo quasi-satellite scoperto attorno alla Terra. L’esempio più noto è Kamoʻoalewa (2016 HO3), individuato nel 2016 e stimato tra i 40 e i 100 metri di diametro, quindi ben più grande del nuovo arrivato. Il suo nome, di origine hawaiana, significa “oggetto celeste oscillante” e descrive l’orbita complessa che lo mantiene vicino al nostro pianeta.
Proprio Kamoʻoalewa sarà visitato dalla missione cinese Tianwen 2 nel 2026: la sonda resterà in orbita per alcuni mesi, raccoglierà dati e poi preleverà un campione da riportare sulla Terra nel 2027.
Una futura missione su 2025 PN7?
Secondo gli esperti, asteroidi come 2025 PN7 rappresentano un’occasione unica. “Gli oggetti in questa orbita insolitamente stabile sono spesso insolitamente facili da visitare con le sonde spaziali, che si avvicinano già molto alla Terra a una velocità inferiore rispetto alla maggior parte“, ha spiegato l’astronomo amatoriale Sam Deen a Sky & Telescope. Questo li rende candidati ideali per missioni a basso costo, non solo per lo studio scientifico, ma anche per un futuro che potrebbe includere estrazione di risorse dallo Spazio.
Per ora, 2025 PN7 resta un piccolo e silenzioso compagno di viaggio. Invisibile a occhio nudo, ma ricco di storie da raccontare sul passato e sul futuro della nostra esplorazione spaziale.
