SpaceX oggi lancia 3 sonde per svelare i segreti del “meteo spaziale”

Con le nuove sonde IMAP, CGO e SWFO-L1, l’umanità aggiunge 3 nuove “antenne” alla propria rete di sorveglianza cosmica

Oggi un razzo Falcon 9 di SpaceX accenderà i motori a Cape Canaveral per portare verso lo Spazio profondo 3 strumenti fondamentali per comprendere meglio l’ambiente invisibile ma potentissimo che avvolge la Terra e l’intero Sistema Solare: il cosiddetto meteo spaziale. A bordo della missione il carico principale è l’IMAP, acronimo di Interstellar Mapping and Acceleration Probe. Questa ambiziosa sonda della NASA ha un compito di primaria importanza: studiare come l’energia e le particelle emesse dal Sole interagiscono con la eliopausa, la gigantesca bolla magnetica che circonda e protegge il nostro sistema planetario. Comprendere i meccanismi di questa interazione significa anche migliorare le nostre previsioni sugli effetti delle tempeste solari, radiazioni cosmiche e altri fenomeni che possono avere ripercussioni concrete sulla Terra e sulle missioni spaziali, sia robotiche che con equipaggio umano.

Una missione condivisa

IMAP non è sola in questo viaggio, la accompagnano altre 2 sonde:

  • CGO (Carruthers Geocorona Observatory): dedicata allo studio dell’esosfera terrestre, la parte più sottile e remota dell’atmosfera, dove la nostra aria si disperde nello Spazio. Analizzare questo strato evanescente aiuterà gli scienziati a comprendere meglio come i venti solari influenzano il pianeta e la sua protezione naturale;
  • SWFO-L1 (Space Weather Follow-On): sviluppata per conto della NOAA, sarà una vera e propria sentinella solare. Monitorerà in tempo reale le eruzioni e le onde di plasma che partono dal Sole, fornendo un sistema di allerta precoce per proteggere satelliti, reti elettriche e infrastrutture tecnologiche a rischio in caso di tempeste geomagnetiche.

Destinazione: punto di Lagrange 1

Le 3 sonde raggiungeranno il punto di Lagrange 1 (L1), una posizione privilegiata a 1,5 milioni di km dalla Terra lungo la linea immaginaria che unisce il nostro pianeta al Sole. In questo punto, le forze gravitazionali si bilanciano in modo tale da permettere alle sonde di restare “in equilibrio” e osservare costantemente il Sole e il flusso di particelle che investe la Terra. Non a caso, qui operano già missioni come l’indiana Aditya-L1 e il veterano SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) di NASA ed ESA.

Un lancio ad alta precisione

Il Falcon 9 di SpaceX svolgerà un ruolo cruciale: circa 83 minuti dopo il decollo, l’ultimo stadio del razzo inizierà una sequenza di 13 minuti in cui rilascerà i 3 satelliti su una traiettoria di trasferimento interplanetario. Da qui, ciascuna sonda completerà autonomamente il viaggio verso L1.

Il meteo spaziale non è un concetto astratto

Il meteo spaziale non è un concetto astratto: i disturbi solari possono interrompere comunicazioni, navigazione GPS, reti elettriche e persino minacciare la salute degli astronauti. Le nuove missioni, con le loro osservazioni coordinate, rafforzeranno la nostra capacità di prevedere e mitigare questi rischi, portando benefici diretti alla società.

Con IMAP, CGO e SWFO-L1, l’umanità aggiunge 3 nuove “antenne” alla propria rete di sorveglianza cosmica.

Three New Missions Launch to Track Space Weather