Per qualche settimana non sarà possibile osservarla: la cometa interstellare 3I/ATLAS, la 3ª mai identificata proveniente da fuori il nostro Sistema solare, sta entrando in una fase di invisibilità temporanea. La causa è semplice: la sua posizione attuale la porta sull’altro lato del Sole rispetto alla Terra, e l’intensa luminosità della nostra stella ne oscura la debole scia luminosa. In questi giorni l’oggetto si trova a pochi gradi dal Sole e tramonta circa un’ora dopo di esso. È dunque ancora tecnicamente visibile, ma solo con strumenti molto potenti: la cometa è un piccolo puntino nella zona orbitale di Marte. Nelle prossime settimane la distanza angolare tra la cometa e il Sole si ridurrà progressivamente, fino a culminare a fine ottobre, quando raggiungerà il perielio.
Cometa 3I/ATLAS, un perielio distante
A differenza di molte comete di origine locale, 3I/ATLAS non si avvicinerà in modo spettacolare alla nostra stella. Il punto di massimo avvicinamento, previsto per il 29 ottobre, avverrà a 202 milioni di km dal Sole, ben oltre l’orbita della Terra. Ciò significa che non potremo assistere al momento della sua maggiore attività, quando normalmente i ghiacci cometari sublimano creando chiome e code luminose.
Una cometa fuori dal comune
3I/ATLAS si distingue anche rispetto ai suoi predecessori interstellari: 1I/ʻOumuamua (2017) e 2I/Borisov (2019). Viaggia a una velocità quasi doppia rispetto a loro ed è di dimensioni maggiori. Le analisi suggeriscono che provenga dal disco spesso della Via Lattea, una regione più lontana e meno esplorata rispetto al disco sottile in cui si trova il nostro Sistema solare. Dettagli come la recente variazione di colore la rendono un oggetto di grande interesse per gli astronomi, poiché offrono indizi sulle condizioni dei sistemi planetari alieni.
Il ritorno a fine novembre
Dopo la congiunzione con il Sole, la cometa tornerà osservabile da fine novembre. Il suo massimo avvicinamento alla Terra, però, sarà tutt’altro che spettacolare: il passaggio minimo è previsto a 268 milioni di km, una distanza di gran lunga superiore a quella che separa il nostro pianeta dal Sole.
Nonostante la lontananza, gli studiosi sperano di raccogliere nuovi dati prima e dopo questo incontro. Ogni informazione su 3I/ATLAS è infatti preziosa: le comete interstellari rappresentano veri e propri messaggeri da altri sistemi stellari, e il loro studio potrebbe offrire nuove chiavi di lettura sull’evoluzione dei pianeti e sulla composizione del materiale cosmico oltre i confini del nostro Sistema Solare.
