Un team di ricercatori della Monash University ha realizzato l’atlante più dettagliato finora delle alterazioni della metilazione del DNA associate all’invecchiamento, offrendo nuove chiavi per comprendere i meccanismi molecolari alla base del declino biologico. Lo studio, pubblicato su Research Square, ha analizzato oltre 15mila campioni provenienti da 17 tessuti umani, rivelando come la metilazione – processo epigenetico che aggiunge o rimuove gruppi metilici al DNA influenzando l’espressione genica – cambi in modo specifico con l’età.
I risultati mostrano che la metilazione media varia notevolmente tra i tessuti, dal 35% nella cervice fino al 63% nella retina, con una tendenza generale all’aumento con l’avanzare dell’età, fatta eccezione per alcuni tessuti come muscolo scheletrico e polmoni, che invece la perdono. Ogni tessuto manifesta schemi epigenetici distinti durante l’invecchiamento.
Lo studio ha identificato marcatori epigenetici comuni, tra cui i geni Hdac4 e Hox, legati alla senescenza, e Mest, associato a diabete e obesità. Particolare attenzione è stata riservata alla famiglia di geni protocaderina gamma (Pcdhg), la cui ipermetilazione è collegata alla perdita di sostanza bianca nel cervello e al declino cognitivo accelerato.
Questo atlante epigenetico rappresenta una risorsa fondamentale per la ricerca sull’invecchiamento e apre la strada a possibili terapie mirate per rallentare il declino fisiologico e cognitivo.
