Un’espulsione di massa coronale (CME) del Sole pronta a colpire una cometa interstellare: è ciò che potrebbe accadere nelle prossime ore, un evento tanto raro da meritare l’attenzione della comunità scientifica mondiale. Secondo un modello di previsione della NASA, il materiale lanciato dal Sole il 19 settembre raggiungerà la cometa 3I/ATLAS tra il 24 e il 25 settembre. Fenomeni simili, già documentati con comete del Sistema Solare, hanno mostrato effetti sorprendenti: code distorte, piegate o addirittura disconnesse dall’oggetto principale. Ma cosa accadrà a una cometa proveniente dallo spazio interstellare rimane un’incognita.
Una finestra di osservazione unica
Il tempismo è particolarmente favorevole. La cometa 3I/ATLAS sta per scomparire nella luce del Sole, ma prima offrirà agli astronomi un’ultima opportunità di studio. L’impatto della CME avviene infatti a pochi giorni dal suo ingresso nella zona di invisibilità causata dall’abbagliamento solare, e in concomitanza con un notevole aumento della sua luminosità: un incremento di circa 40 volte dall’inizio di settembre.
Gli astrofotografi Gerald Rhemann e Michael Jäger hanno immortalato la cometa il 17 settembre, confermando la recente segnalazione di Thomas Lehmann sul suo improvviso brillamento. La magnitudine è balzata da +16 a +12, un aumento significativo che ha attirato l’interesse degli studiosi.
Il mistero della luce verde
Gran parte di questo aumento è avvenuto in una sola tonalità: il verde. La spiegazione risiede nella chimica della cometa. L’avvicinamento al Sole ha favorito la produzione di gas, in particolare carbonio biatomico (C2), che emette una brillante luce smeraldo quando animato dalla radiazione ultravioletta solare.
Il modello elaborato da Marshall Eubanks di Space Initiatives, Inc. separa l’aumento di luminosità in due componenti: una dovuta alla polvere (linea rossa) e l’altra al gas (linea blu tratteggiata). È proprio quest’ultima ad aver registrato l’impennata decisiva, rendendo la cometa particolarmente luminosa proprio in vista del suo incontro ravvicinato con Marte e con le numerose sonde che orbitano attorno al Pianeta Rosso, previsto per inizio ottobre.
L’appuntamento con la CME è quindi un passaggio cruciale: un raro sguardo sulle interazioni tra il vento solare e una cometa proveniente da oltre i confini del nostro Sistema.
