Negli ultimi giorni, alcune ipotesi fantasiose hanno sostenuto che l’oggetto interstellare 3I/ATLAS, rilevato il 1° luglio 2025 dal sistema ATLAS, possa essere una sonda extraterrestre inviata per osservare o persino attaccare la Terra. L’astronomo di Harvard Avi Loeb ha stimato una probabilità del 30-40% che l’oggetto non abbia origine naturale, ipotizzando manovre complesse e caratteristiche orbitali “anomale”. Tuttavia, la comunità scientifica insiste: non ci sono prove a sostegno di queste affermazioni. AKM Eahsanul Haque, ricercatore del SETI, ha recentemente pubblicato un’analisi che dimostra come la traiettoria di 3I/ATLAS, seppur rara, rientri perfettamente nelle possibilità di un oggetto interstellare naturale. La sua orbita e la vicinanza al piano dell’eclittica non sono anomalie che richiedono spiegazioni extraterrestri.
Anche le osservazioni spettroscopiche e comportamentali confermano che 3I/ATLAS si comporta come una cometa: emette gas e polveri, segue leggi gravitazionali note e presenta proprietà simili a quelle dei nuclei cometari. Tom Statler, della NASA, è chiaro: “Si comporta come una cometa. Le prove indicano chiaramente un corpo naturale, non una sonda aliena”
In sostanza, 3I/ATLAS è un oggetto naturale proveniente da un’altra regione della galassia, forse un frammento di bacino sedimentario extrasolare. Pur affascinante e degno di studi approfonditi, non c’è alcuna indicazione che si tratti di tecnologia extraterrestre. Le speculazioni sensazionalistiche non devono distogliere l’attenzione dai dati reali: il nostro terzo visitatore interstellare rimane, semplicemente, una cometa.
