È venuto a mancare a Pechino all’età di 103 anni il celebre fisico Chen-Ning Yang, una delle figure più influenti della fisica del ventesimo secolo. Yang, insignito del Premio Nobel per la Fisica nel 1957, è ricordato per la sua rivoluzionaria scoperta sulla non conservazione della parità nell’interazione nucleare debole, un risultato che ha scosso le fondamenta della fisica teorica. La scomparsa arriva pochi mesi dopo la morte del suo collega e co-vincitore del Nobel, Tsung-Dao Lee, spentosi ad agosto 2024 all’età di 97 anni, con il quale condivise il prestigioso riconoscimento.
Chi era Chen-Ning Yang e il Premio Nobel
Chen-Ning Yang è stato un fisico teorico di origine cinese, naturalizzato statunitense, la cui carriera è stata costellata di contributi fondamentali che spaziano dalla meccanica statistica alla fisica delle particelle e alla teoria dei campi (è noto anche per la teoria di Yang-Mills).
La rivoluzione della parità
Il Premio Nobel del 1957 fu assegnato a Yang e a Tsung-Dao Lee per la loro ipotesi sulla “non conservazione della parità” nelle interazioni deboli.
- Cos’è la parità? Fino al 1956, si riteneva che tutte le leggi della fisica fossero simmetriche rispetto a un’inversione spaziale (o riflessione speculare). Questa proprietà, detta conservazione della parità, implica che un esperimento e la sua immagine speculare dovrebbero produrre risultati identici. In termini semplici, è l’idea che l’universo non debba distinguere tra “destra” e “sinistra”;
- L’ipotesi rivoluzionaria: a metà degli anni ’50, emersero anomalie nel decadimento di alcune particelle subatomiche. Yang e Lee analizzarono i dati esistenti e conclusero che, sorprendentemente, la conservazione della parità non era mai stata effettivamente verificata per l’interazione nucleare debole (la forza responsabile del decadimento beta, per esempio);
- La conferma sperimentale: I due scienziati proposero un esperimento specifico per testare questa ipotesi. L’esperimento fu condotto con successo dalla fisica Chien-Shiung Wu (che non fu inclusa nel Nobel, sollevando controversie) sul decadimento beta di nuclei di Cobalto-60. I risultati confermarono che, nel caso della forza debole, il processo non è simmetrico: gli elettroni emessi tendevano a viaggiare in una direzione preferenziale rispetto alla direzione di spin del nucleo, violando la parità.
Questa scoperta non solo risolse il mistero delle particelle, ma dimostrò in modo inequivocabile che il nostro universo possiede una chiralità intrinseca, sfidando una simmetria che era stata considerata universale e aprendo nuove vie per la comprensione delle forze fondamentali della natura.
