“Il Lago Trasimeno attraversa una delle sue emergenze idriche più gravi. Se si considerano gli ultimi 25 anni, nel mese di ottobre solo in due annualità il livello si è mostrato così preoccupantemente basso: nel 2008, -167cm dallo zero idrometrico, e nel 2003, anno della grande crisi del lago, quando si raggiunse addirittura quota -173cm. Questa mattina eravamo a -163cm: 20 meno dell’anno scorso; 50 meno del 2021“. È quanto ha sottolineato il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, nel corso del suo intervento in occasione dell’approvazione, all’unanimità, nella seduta di oggi dell’Assemblea legislativa, della modifica all’Assestamento del Bilancio di previsione della Regione Umbria 2025-2027 che prevede una maggiore riduzione del canone dovuto dalle attività economiche e sociali per l’utilizzo delle pertinenze idrauliche e delle spiagge lacuali.
“Rispetto al 2003 e al 2008 – ha aggiunto Bori – si assiste a fenomeni ambientali che destano ulteriori preoccupazioni, come l’interramento dei fondali. Un fatto che oggi tiene completamente bloccate diverse darsene che ospitano la navigazione privata, con le barche impossibilitate ad uscire per mancanza d’acqua. Le stesse linee di navigazione pubblica hanno rischiato di fermarsi nel servizio di trasporto verso le isole per il fondo troppo basso”.
“Ricordo che il Trasimeno – ha continuato il vicepresidente – è uno dei laghi laminari più grandi d’Europa: poca profondità, grande estensione, adduzioni limitate a pochi piccoli affluenti. Una conformazione che rende il quarto lago d’Italia per estensione un bacino con un’acqua che tende a riscaldarsi con più rapidità rispetto ai laghi profondi, e quindi a evaporare in maniera più intensa. Il cambiamento climatico in atto può essere fatale per il Trasimeno, con il rischio di trasformazione definitiva in una palude e di tendenziale prosciugamento. Per questo assume particolare rilevanza l’intervento di adduzione dalla diga di Montedoglio, attesissimo e che ora diventerà a breve realtà”.
“Ma tutto questo non basta. La misura economica che approviamo oggi – ha spiegato – è un aiuto alle attività economiche e alle associazioni sportive che gestiscono il demanio e le darsene. Ma al Trasimeno servirà un’attività progettuale che guardi all’allargamento del bacino imbrifero per far confluire più acqua di quella che si riesce a immagazzinare oggi, come negli anni ‘60 del secolo scorso. È necessario attivarci in ogni modo per sostenere piani di estensione del bacino. Oggi aiutiamo le aziende più esposte in assoluto. Una proposta concertata con gli enti locali coinvolti”.
