Caccia ai ladri del Louvre: il museo resta chiuso, infuria la polemica sulla sicurezza

Il museo resterà chiuso anche oggi per consentire le indagini, mentre a Parigi monta la polemica politica sulla sicurezza dei musei

La caccia ai ladri del Louvre è ufficialmente aperta. Dopo il clamoroso furto avvenuto ieri nel museo più celebre del mondo, la polizia francese è sulle tracce di quattro malviventi fuggiti con 8 preziosi gioielli della corona di Francia, un bottino dal valore incalcolabile. Il Louvre resterà chiuso anche oggi per consentire le indagini, mentre a Parigi monta la polemica politica sulla sicurezza dei musei. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, il colpo sarebbe stato messo a segno da una banda di professionisti. I rapinatori avrebbero agito in pieno giorno, servendosi di un montacarichi installato all’esterno del museo per accedere rapidamente alle sale. L’azione è durata meno di 4 minuti.

Il Ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, ha definito il furto un’opera di professionisti dello scasso, ipotizzando che si tratti di membri della criminalità organizzata, forse stranieri, e già noti per colpi simili. Secondo il ministero della Cultura, l’intervento tempestivo degli agenti di sicurezza del museo avrebbe costretto i rapinatori alla fuga, costringendoli ad abbandonare parte delle attrezzature usate per il colpo.

Le indagini si concentrano ora sul possibile movente. Gli esperti ritengono che i gioielli sottratti siano troppo celebri per essere rivenduti sul mercato nero e che i ladri possano aver agito su commissione, oppure con l’intento di recuperare le pietre preziose per operazioni di riciclaggio.

Sul piano politico, il furto ha acceso un duro dibattito. “Penso che stamattina tutti i francesi abbiano un po’ l’impressione di essere stati svaligiati”, ha dichiarato il Ministro della Giustizia Gérald Darmanin ai microfoni di France Inter. “Abbiamo fallito: i ladri sono riusciti a introdurre un montacarichi, a salire in pochi minuti e a portare via gioielli inestimabili, dando un’immagine deplorevole della Francia”.

La vicenda riapre così la discussione, già in corso da mesi, sulla vulnerabilità delle istituzioni culturali francesi. I musei francesi  presentano “una grande vulnerabilità” ha ammesso lo stesso Nuñez, promettendo un rafforzamento immediato dei controlli.

Intanto, mentre Parigi si interroga su come sia stato possibile un colpo tanto audace nel cuore del suo simbolo culturale, i visitatori del Louvre dovranno attendere ancora per poter varcare le porte del museo. La caccia ai ladri, intanto, continua senza sosta.