L’estate in Giappone si è allungata di oltre tre settimane tra il 1982 e il 2023 a causa del riscaldamento globale, provocando lo spostamento in avanti dell’inizio della stagione, e ritardandone contemporaneamente la fine. In base a una ricerca condotta dell’Università di Mie, la durata dell’inverno è rimasta pressoché invariata, le stagioni intermedie – primavera e autunno – si stanno invece progressivamente accorciando, lasciando spazio a un’estate sempre più estesa. Il principale motivo di questa tendenza è “l’aumento delle temperature della superficie marina causato dal riscaldamento globale“, avverte il team di studiosi, secondo i quali, se il riscaldamento proseguirà, “la tendenza verso estati e inverni più lunghi è destinata ad accentuarsi“.
Utilizzando i dati dell’Agenzia meteorologica giapponese (JMA), i ricercatori hanno suddiviso il Paese in circa 200 zone climatiche, dal nord dell’Hokkaido fino al sud del Kyushu, comprese le aree oceaniche circostanti. Per ciascuna di esse è stata calcolata la temperatura massima media annuale su un arco di 42 anni.
Dal confronto tra i dati raccolti, emerge che la data di inizio dell’estate si è anticipata in media di 12,6 giorni, mentre la fine è slittata di circa 8,8 giorni. Nel 1982, ad esempio, il periodo estivo durava 92 giorni, dal 29 giugno al 28 settembre. Nel 2023, invece, si è esteso fino a 121 giorni, iniziando l’11 giugno e terminando il 9 ottobre.
Secondo il direttore della ricerca, Yoshihiro Tachibana, un tempo l’aria calda proveniente dal continente asiatico si raffreddava a contatto con gli oceani che circondano il Giappone, rallentando il riscaldamento primaverile. Ma oggi, “l’innalzamento delle temperature marine impedisce quel raffreddamento, provocando un inizio anticipato dell’estate“.
