Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha rilanciato il progetto di trasferire la capitale del Paese da Teheran al Sud, citando la crisi ambientale e infrastrutturale che minaccia la megalopoli. Con oltre 10 milioni di abitanti, Teheran soffre una grave carenza idrica, un’espansione urbana incontrollata e un crescente rischio di cedimenti del suolo. “Abbiamo esaurito le nostre falde acquifere, stiamo trasferendo acqua da altri luoghi a Teheran, eppure continuiamo ad affrontare deficit”, ha dichiarato Pezeshkian, definendo il trasferimento “non più un’opzione, ma un obbligo”.
Il governo ha avviato studi di fattibilità per individuare un’area alternativa, e la regione costiera di Makran, sul Golfo dell’Oman, emerge come possibile candidata. La zona, scarsamente popolata, offre potenzialità di sviluppo e accesso diretto alle rotte commerciali marittime. Tuttavia, esperti e analisti dubitano della sostenibilità del progetto, ritenendo che l’Iran non disponga delle risorse economiche necessarie per una simile impresa.
Con un’economia provata dalle sanzioni internazionali e dalla stagnazione interna, la costruzione di una nuova capitale appare un obiettivo ambizioso e controverso. Molti cittadini di Teheran, riporta il Financial Times, considerano la proposta una soluzione simbolica a problemi radicati in decenni di cattiva gestione e scarsa pianificazione ambientale.
