Si è svolto, a Roma, presso il Palazzetto delle Carte Geografiche, il convegno nazionale ‘Auto Elettriche e Pompe di Calore – Analisi delle cause che ne frenano la diffusione’, promosso da ADICONSUM nell’ambito del progetto Green Circle 2, che ha trattato due tematiche centrali nel dibattito sulla transizione energetica, quali il riscaldamento domestico e la mobilità sostenibile. All’indagine sulle pompe di calore hanno partecipato oltre 500 consumatori di cui il 69,2% uomini e il 30,2% donne con il 46,7% di over 65, seguito dal 28,5% tra i 55-64 anni, il 13,1% tra i 45-54, il 7,1% tra i 26-34. Alcuni dati: l’86,5% utilizza un riscaldamento autonomo, mentre, il 13,5% è parte di un sistema centralizzato; il 47,7% possiede una caldaia a gas a condensazione e il 24,8% una caldaia a gas tradizionale, circa l’8% utilizza una pompa di calore ad aria. Solamente il 28,6% opterebbe per una pompa di calore se fosse ‘chiara la scelta tecnologica e tutelato l’acquisto’, mentre il 18,7% preferirebbe mantenere l’attuale sistema per evitare spese, e il 14,4% lo farebbe solo se l’investimento si ripagasse in meno di 5 anni; il 78,8% delle persone che ha una pompa di calore la ritiene conveniente rispetto al costo, contro solo il 21,2% di insoddisfatti.
Infine: l’87,9% sceglierebbe una pompa di calore per i risparmi significativi sui consumi, nonostante il 7,6% preferirebbe una caldaia a gas a condensazione per economicità e semplicità. Sulla Direttiva ‘Case green’, il 54,2% teme che ‘i venditori aumentino i prezzi approfittando degli incentivi’, mentre il 28,1% paventa continui cambi normativi e il 17,7% dubita delle prestazioni delle tecnologie sostenibili. Ad avviso di ADICONSUM “per superare le barriere culturali e operative che oggi rallentano l’adozione di tecnologie innovative e capaci di benefici concreti come le pompe di calore e, più in generale, delle tecnologie a basse emissioni, la transizione energetica deve poggiare su quattro pilastri: comunicazione trasparente e corretta; processi di progettazione, realizzazione e uso adeguati e trasparenti; formazione tecnica e professionale a tutti gli attori della filiera; politiche pubbliche coerenti e stabili”.
All’indagine sulla mobilità elettrica ha risposto un pubblico di oltre 500 consumatori, principalmente di genere maschile 69,2% e con una prevalenza delle fascia di età 55-over 65, nata e cresciuta con le auto endotermiche, spesso diffidente nei confronti della mobilità elettrica. Alcuni dati: il 71,7% delle persone ritiene che un veicolo elettrico al 100% non soddisfi le proprie esigenze di mobilità quotidiana; il 77,5% delle persone non ha mai guidato un’auto elettrica al 100%; il 23,4% ritiene che ‘non ci sono abbastanza stazioni di ricarica, quindi sono inutili’; il 18,3% ritiene che ‘le batterie si esauriscono in pochi anni e sono costose da sostituire’; il 14,5% crede che ‘le auto elettriche siano molto più costose da mantenere’; l’11,7% sostiene che ‘l’elettricità venga tutta dal carbone’. Infine: il 73,9% delle persone non si è mai rivolto a un concessionario per informazioni su un’auto elettrica al 100%. Solo il 12,5% di coloro che l’hanno fatto ha avuto un test drive; il 26% lamenta una mancanza di competenza; il 15,4% nota una preferenza dei venditori per le auto tradizionali; il 3,8% segnala l’assenza di esposizione di modelli elettrici.
Non solo. Il Mystery shopping, condotto da ADICONSUM nei mesi di aprile/maggio 2025, ha coinvolto un campione di 60 concessionari, in 10 città: Milano, Torino, Verona, Bologna, Roma, Firenze, Napoli, Lecce, Palermo e Cagliari, su diversi brand. La sommatoria delle votazioni nelle 10 città analizzate mostra come il miglior risultato sia inferiore alla metà del punteggio massimo (128,5 su 280 punti). “Questo evidenzia – secondo l’analisi di ADICONSUM – grandi difficoltà nella vendita di auto elettriche e la necessità di ulteriori miglioramenti”. Sette sono state le macroaree indagate: valutazione complessiva; accoglienza ed esposizione; informazioni su batteria e autonomia; informazioni sulla ricarica; informazioni su manutenzione/gestione; modalità di proposta di vendita; capacità di analisi delle esigenze del cliente. Le proposte di ADICONSUM sulla mobilità elettrica: contrastare le fake news; formare i venditori; showroom dedicati; accompagnare i consumatori; proteggere gli incentivi pubblici; spiegare le criticità; coinvolgere le Associazioni Consumatori. Ad avviso di ADICONSUM, “la transizione energetica non può essere lasciata al solo mercato: ha bisogno di politiche stabili, competenze diffuse e fiducia costruita nel tempo, attraverso strumenti indipendenti di orientamento e una formazione mirata lungo tutta la catena del valore. Per questo, accanto alle tecnologie e agli incentivi, è necessario introdurre un nuovo pilastro: un sistema di orientamento qualificato, e soprattutto terzo, rispetto agli interessi di mercato, che accompagni i cittadini nelle scelte d’acquisto e nella sostituzione delle tecnologie obsolete”.
“La conduzione delle attività che hanno permesso la realizzazione delle indagini e del Mystery shopping – dichiara Carlo De Masi, presidente di ADICONSUM nazionale – è avvenuta grazie ad un approccio integrato che ha coniugato ricerca, ascolto ed informazione con il supporto e la supervisione di un Comitato Scientifico, composto da qualificati esperti provenienti dal mondo accademico, produttivo, della ricerca e delle associazioni del Terzo Settore. Su queste delicate tematiche, infatti, riteniamo che ci sia bisogno di creare una rete di interessi comuni tra politica, istituzioni, università, esperti e ricerca, finalizzata a cogliere gli obiettivi che, come Paese, ci poniamo per traguardare la transizione energetica”.
