La Germania intende realizzare la prima centrale a fusione al mondo, con un piano da 2,5 miliardi di euro approvato dal governo federale entro la fine della legislatura. L’iniziativa, presentata nella Villa Borsig a Berlino dal cancelliere Friedrich Merz, mira a dare impulso all’economia e a rendere il Paese leader nello sviluppo di una fonte energetica sicura e priva di emissioni. Dei fondi previsti, 1,7 miliardi saranno destinati alla ricerca tramite bandi competitivi e tabelle di marcia con tappe obbligate, mentre 755 milioni arriveranno dal fondo speciale per infrastrutture e neutralità climatica, destinati a nuovi laboratori, dimostratori e impianti laser.
Il piano d’azione, coordinato dal ministero della Ricerca, della Tecnologia e dell’Aeronautica, prevede inoltre lo sviluppo di catene del valore, la formazione di personale qualificato e la creazione di condizioni favorevoli all’innovazione.
Cosa prevede il piano
Il piano ingloba anche il programma “Fusion 2040”, già presentato nei mesi scorsi, e che fissa una tabella di marcia verso la centrale dimostrativa. Nel settore cresce l’interesse di start-up e investitori: Proxima, nata nel 2023 dalle ricerche sullo Stellarator di Greifswald, impiega oltre cento fisici e punta a dimostrare la produzione netta di Energia dalla fusione entro il 2031, con l’obiettivo di immettere elettricità in rete alla fine degli anni Trenta. Anche Marvel Fusion, sostenuta da HV Capital, opera in questo ambito con tecnologie laser.
I Länder stanno rafforzando il loro impegno, con progetti a Garching e Greifswald del Max Planck Institute e con l’annunciata iniziativa in Assia, dove RWE e Focused Energy collaboreranno a un reattore dimostrativo a Biblis. Berlino intende così rafforzare la cooperazione internazionale e consentire alle imprese nazionali di assumere un ruolo di primo piano nella fusione.
