Il cambiamento climatico “non porterà alla fine dell’umanità” e l’approccio per affrontare il riscaldamento globale causato dall’uomo dovrebbe essere proporzionato e pragmatico. È quanto scrive Bill Gates in un lungo memorandum pubblicato sul proprio blog in vista dell’apertura del vertice sul clima COP30 in Brasile, che il miliardario e filantropo ha elogiato per l’attenzione posta a tecniche di adattamento climatico e sviluppo umano. Il cambiamento climatico avrà “gravi conseguenze”, ma la specie umana sarà “in grado di vivere e prosperare nella maggior parte dei luoghi della Terra per il futuro prevedibile”, dichiara il fondatore di Microsoft.
Il post di Gates verte sulle sue “tre verità difficili sul clima”: il cambiamento climatico non porrà fine alla civiltà, la temperatura non è la migliore misura del progresso, la salute e la prosperità sono le difese più forti contro un mondo più caldo.
“Non fissarsi su 1,5°C”
Sebbene il pianeta sia fuori rotta per raggiungere l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di limitare il riscaldamento a lungo termine a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, Gates sostiene che il mondo dovrebbe riconoscere i progressi nella riduzione delle emissioni anziché fissarsi su quella cifra precisa. Per la maggior parte dei poveri del mondo, la povertà e le malattie restano i problemi più urgenti, aggiunge il filantropo, esortando a concentrarsi meno sulla riduzione dei giorni estremamente caldi o freddi e più sull’assicurare che “meno persone vivano in povertà e in cattiva salute, così che il maltempo non rappresenti per loro una minaccia così grande”.
Guardando al futuro, Gates ha affermato che una strategia climatica chiave dovrebbe essere quella di ridurre a zero il cosiddetto “green premium”, ossia la differenza di costo tra i modi puliti e quelli inquinanti di produrre materiali come cemento, acciaio e carburante per aerei, concetto già delineato nel suo libro del 2021, “Come evitare un disastro climatico: le soluzioni che abbiamo e le innovazioni che ci servono”.
Gates: “serve una svolta strategica” alla COP30
Il miliardario ha paragonato quest’ultimo memorandum a uno che scrisse 30 anni fa, quando era alla guida di Microsoft, invitando l’azienda a porre Internet al centro di tutte le sue attività. Allo stesso modo, ha affermato, la comunità climatica ha bisogno di una “svolta strategica” alla COP30 e oltre, dando “priorità alle azioni che hanno il maggiore impatto sul benessere umano”.
Nel post riconosce anche che alcuni attivisti climatici non sarebbero d’accordo con questa valutazione e lo accuserebbero di ipocrisia a causa della propria impronta emissiva, la quale, precisa, è interamente compensata attraverso l’acquisto di crediti di carbonio “legittimi“.
