La HADAG, gestore delle linee di traghetti nel porto di Amburgo e consociata dell’azienda di trasporto pubblico della città anseatica Hamburger Hochbahn AG (HHA), ha abbandonato la strategia dell’idrogeno per le nuove navi passeggeri, optando invece per la propulsione elettrica. La decisione segna un’inversione di rotta rispetto ai piani annunciati sei anni fa, quando l’allora senatore per gli Affari economici Michael Westhagemann (indipendente) aveva parlato di una “flotta del futuro” con tre traghetti progettati per essere convertiti a idrogeno. Oggi, tuttavia, gli spazi destinati alle celle a combustibile rimangono vuoti e, una volta esaurita la batteria dopo mezza giornata di navigazione, entra in funzione un generatore diesel.
Il senatore per i Trasporti Anjes Tjarks (Verdi), l’equivalente di un assessore regionale italiano, ha spiegato che la scelta di abbandonare l’idrogeno è dovuta ai rapidi progressi nella tecnologia delle batterie. “Gli impianti elettrici stanno avanzando in modo significativo e le batterie sono diventate molto più efficienti. Per questo abbiamo cambiato direzione”, ha affermato Tjarks. Anche Martin Lobmeyer, amministratore delegato di HADAG, ha sottolineato i vantaggi economici della transizione all’elettrico: “possiamo puntare tutto sull’elettrico, risparmiando molti soldi e riducendo la necessità di infrastrutture aggiuntive. I contribuenti amburghesi ne saranno contenti”.
I nuovi traghetti
Nonostante l’annuncio, i nuovi traghetti a batteria non sono ancora stati ordinati, mentre i costi milionari sostenuti per la pianificazione dell’idrogeno sono ormai da considerarsi persi. La HADAG, che gestisce sia i traghetti pubblici sul fiume Elba sia i servizi turistici nel porto di Amburgo, dovrà ora avviare le procedure per l’acquisto delle nuove unità completamente elettriche.
