È scontro aperto in Europa sul tema clima in vista del vertice Ue del 23 ottobre. Sul tavolo dei leader il nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni al 2040: i capi di Stato e di governo non fisseranno percentuali, ma saranno chiamati a definire le linee guida politiche per orientare una decisione prima della COP30, la 30esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà dal 10 al 21 novembre a Belem, in Brasile. Le spaccature tra i Ventisette restano profonde: da un lato chi vuole mantenere la rotta verso la neutralità climatica al 2050, dall’altro chi chiede più tempo e garanzie per l’industria. La Polonia guida il fronte più scettico, contraria a irrigidire gli impegni, mentre Italia e Germania spingono per maggiore flessibilità sui vincoli green e strumenti di sostegno ai settori più vulnerabili.
Al centro del dibattito l’automotive, con una dichiarazione della Commissione Ue attesa nei prossimi giorni e Berlino determinata a rivedere lo stop ai motori a combustione dal 2035 secondo il principio, caro anche al governo italiano, della “neutralità tecnologica”. I leader dovrebbero chiedere all’esecutivo di Ursula von der Leyen di rafforzare il sistema di politiche, aiuti e incentivi per accompagnare imprese e cittadini nella transizione, con particolare attenzione ai comparti strategici come automotive, acciaio, metalli, chimica e cantieristica.
Saranno invece i Ministri dell’Ambiente, già allertati per una riunione il 4 novembre, a tentare di concordare un obiettivo numerico da presentare in Brasile.
