Il 17 ottobre 589 la grande rotta dell’Adige che cambiò il volto del Veneto

Il 17 ottobre del 589 è una data simbolica: il giorno in cui, tra acqua e fango, prese forma il volto idrografico del Veneto che oggi conosciamo

Oggi, 17 ottobre 2025, ricorrono 1436 anni dalla cosiddetta rotta della Cucca, la disastrosa alluvione che nel 589 sconvolse il corso dell’Adige e, secondo la tradizione, ridisegnò l’idrografia del basso Veneto. L’evento, descritto da Paolo Diacono nella Historia Langobardorum, fu talmente devastante da essere paragonato al diluvio di Noè: le acque raggiunsero le finestre superiori della basilica di San Zeno a Verona e distrussero campagne, villaggi e strade. Il nome “Cucca” deriva da un antico meandro dell’Adige nei pressi dell’attuale Veronella, dove il fiume avrebbe rotto gli argini, aprendosi nuovi percorsi verso Sud. Tradizionalmente si è attribuito a questo evento il radicale mutamento del paesaggio fluviale veneto, con la formazione della laguna di Venezia e lo spostamento dei corsi di Brenta, Bacchiglione e Sile.

Oggi, tuttavia, gli studiosi tendono a considerare la rotta della Cucca come uno dei molti episodi di un lungo periodo di crisi climatica e abbandono delle opere idrauliche seguito al crollo dell’Impero romano d’Occidente. Quel 17 ottobre del 589 rimane comunque una data simbolica: il giorno in cui, tra acqua e fango, prese forma il volto idrografico del Veneto che oggi conosciamo.

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