Il 2 ottobre 1836, dopo 5 anni di esplorazioni e studi naturalistici, Charles Darwin mise piede a terra a Falmouth, in Inghilterra, al termine della celebre spedizione a bordo della HMS Beagle. Partito nel dicembre 1831 come giovane naturalista poco più che ventenne, Darwin aveva attraversato oceani e continenti, osservando da vicino la straordinaria varietà della vita sulla Terra. Il viaggio della Beagle toccò le coste del Sud America, le isole Galápagos, l’Australia e l’Africa meridionale, offrendo a Darwin l’occasione di raccogliere campioni, annotare osservazioni e confrontare le peculiarità delle specie incontrate. Proprio queste esperienze si sarebbero rivelate decisive: la sorprendente diversità di forme di vita e i sottili adattamenti agli ambienti spinsero il naturalista inglese a interrogarsi sui meccanismi che regolano l’origine e la trasformazione delle specie.
Al suo ritorno, Darwin non era più soltanto un giovane curioso, ma uno scienziato destinato a cambiare per sempre la comprensione della natura. Le riflessioni nate da quel viaggio trovarono compimento 23 anni più tardi, nel 1859, con la pubblicazione de “L’origine delle specie“, opera che pose le basi della moderna biologia evolutiva e segnò una svolta epocale nella storia del pensiero scientifico.
