Il segreto della fertilità femminile è nell’ecosistema delle ovaie

L'invecchiamento ovarico coinvolge non solo gli ovociti, ma anche il microambiente che li circonda

La diminuzione della fertilità femminile tra i 25 e i 40 anni non dipende solo dall’invecchiamento degli ovociti. A rivelarlo è uno studio dell’Università della California – San Francisco (UCSF) e del Chan Zuckerberg Biohub, pubblicato su Science, che descrive un complesso “ecosistema ovarico” la cui evoluzione influisce profondamente sulla capacità riproduttiva. Grazie a una sofisticata tecnica di imaging tridimensionale, i ricercatori hanno osservato le ovaie senza doverle sezionare, scoprendo che gli ovuli si organizzano in “tasche” la cui densità diminuisce con l’età, sia nei topi sia negli esseri umani. All’interno del tessuto ovarico sono stati identificati 11 tipi cellulari, inclusa la glia – di solito associata al sistema nervoso – e reti di nervi simpatici che regolano la crescita degli ovuli.

Lo studio mostra che l’invecchiamento ovarico coinvolge non solo gli ovociti, ma anche il microambiente che li circonda: cellule gliali e nervi simpatici cambiano struttura e funzione, mentre fibroblasti e tessuti connettivi mostrano segni precoci di infiammazione e cicatrizzazione.

Queste scoperte aprono nuove prospettive per sviluppare terapie capaci di rallentare l’invecchiamento ovarico, migliorare la fertilità e ridurre i rischi associati alla menopausa, come le malattie cardiovascolari.