Nei prossimi giorni il nostro pianeta potrebbe vivere uno spettacolo raro e affascinante. Secondo i modelli aggiornati dallo Space Weather Prediction Center della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), 2 espulsioni di massa coronale (CME) stanno viaggiando nello Spazio e si dirigeranno verso la Terra, con un arrivo previsto tra il 7 e l’8 ottobre. Si tratta di nubi di plasma solare relativamente lente: in condizioni normali, il loro impatto sull’atmosfera terrestre passerebbe quasi inosservato. Questa volta, però, il fenomeno potrebbe avere effetti più intensi del previsto. A fare la differenza è il cosiddetto effetto Russell-McPherron, che amplifica l’impatto delle CME durante i periodi di equinozio. Il loro incontro con la magnetosfera terrestre potrebbe innescare una tempesta geomagnetica di classe G1, la categoria più debole nella scala NOAA, ma comunque capace di generare aurore visibili a latitudini insolitamente basse e di produrre disturbi minori alle reti elettriche e ai sistemi satellitari.
Cos’è un’espulsione di massa coronale (CME)
Una CME è un’imponente nube di plasma magnetizzato che il Sole scaglia nello Spazio a seguito di violente eruzioni nella sua atmosfera esterna, la corona solare. Queste “bolle” possono contenere miliardi di tonnellate di particelle cariche e viaggiare a velocità comprese tra alcune centinaia e diverse migliaia di km al secondo. Quando una CME è diretta verso la Terra, le particelle interagiscono con il campo magnetico terrestre e con l’atmosfera, dando vita a fenomeni spettacolari come le aurore boreali e australi. In casi estremi, però, possono danneggiare satelliti, sistemi di navigazione e perfino le reti elettriche.
L’effetto Russell-McPherron: perché l’equinozio conta
Scoperto negli anni ’70 dagli scienziati Christopher Russell e Robert McPherron, questo effetto descrive come la geometria dell’asse terrestre rispetto al Sole renda la Terra più vulnerabile alle tempeste solari durante gli equinozi di primavera e d’autunno. In pratica, durante questi periodi, l’inclinazione del campo magnetico terrestre aumenta le possibilità che le linee di forza del vento solare si “colleghino” con quelle del nostro pianeta, aprendo una sorta di porta d’ingresso alle particelle solari. È proprio questa particolare configurazione che rende 2 CME relativamente deboli potenzialmente capaci di scatenare una tempesta geomagnetica visibile.
Cos’è una tempesta geomagnetica
Una tempesta geomagnetica è una perturbazione temporanea del campo magnetico terrestre causata dall’arrivo di plasma solare ad alta energia. Gli scienziati classificano queste tempeste su una scala che va da G1 (debole) a G5 (estrema).
- G1: possibili deboli fluttuazioni delle reti elettriche, disturbi minimi ai satelliti e splendide aurore alle latitudini più elevate;
- G3: problemi diffusi alle comunicazioni radio, satelliti più esposti a guasti e aurore visibili molto più a Sud;
- G5: eventi rari e potenzialmente devastanti, capaci di causare blackout elettrici estesi e seri danni tecnologici.
