La Cina ha introdotto un nuovo visto destinato ai talenti stranieri nei settori scientifico e tecnologico, nel contesto della crescente competizione globale con gli Stati Uniti. Shanghai, centro tecnologico e finanziario del Paese, ha confermato tramite un bollettino visionato dall’AFP l’entrata in vigore del visto di tipo K, annunciato lo scorso agosto. Il lancio del visto K arriva a meno di 2 settimane dall’annuncio dell’amministrazione statunitense di una tassa di 100mila dollari sui visti per lavoratori stranieri, scienziati, ingegneri e programmatori informatici. A differenza di molte altre tipologie di visto cinesi, il K non richiede un invito preliminare da parte di un datore di lavoro o di un ente nazionale, secondo quanto riportato dai media statali. Offre inoltre maggiore flessibilità per durata del soggiorno, validità e numero di ingressi consentiti, come indicato dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua.
Il visto sarà destinato a giovani professionisti stranieri con laurea triennale o superiore in scienze, tecnologia, ingegneria o matematica, laureati in università o istituti di ricerca di prestigio, nazionali o internazionali, ha riportato il Quotidiano del Popolo. Il giornale statale ha sottolineato che questa misura mira a contrastare timori legati a una possibile domanda di manodopera poco qualificata, evidenziando come la carenza di lavoratori specializzati nei settori chiave possa arrivare a quasi 30 milioni di persone.
