La furia di Melissa nei Caraibi, da tempesta a uragano: scia di vittime e devastazione tra Haiti e Repubblica Dominicana

Melissa potrebbe intensificarsi rapidamente fino a raggiungere la 4ª categoria sulla scala Saffir-Simpson: governi locali e agenzie emergenza si sono mobilitate in modo massiccio
Foto Orlando Barria / Ansa
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La tempesta tropicale Melissa, formatasi nei caldi bacini del Mar dei Caraibi centrali, si sta rapidamente intensificando e minaccia di trasformarsi in un uragano di grande potenza entro le prossime ore. Gli esperti del National Hurricane Center (NHC) statunitense avvertono che il sistema, caratterizzato da un moto irregolare e lento ma da un’enorme capacità di accumulare energia termica e umidità, potrebbe generare precipitazioni estreme e fenomeni meteorologici potenzialmente catastrofici in una vasta porzione dei Caraibi settentrionali.

Con Haiti, Giamaica e Repubblica Dominicana già duramente provate da tempeste precedenti, la possibilità che Melissa evolva in un uragano di 4ª categoria ha spinto i governi locali e le agenzie di emergenza a mobilitarsi in modo massiccio, nel tentativo di mitigare gli effetti di una minaccia che appare tra le più pericolose della stagione 2025.

Melissa, una tempesta lenta e distruttiva

Al momento, Melissa si trova a circa 290 km a Sud/Est di Kingston (Giamaica) e 390 km a Sud/Ovest di Port-au-Prince (Haiti), muovendosi lentamente verso Nord/Ovest ad una velocità di appena 6 km/h. La sua lentezza di spostamento, combinata con l’enorme quantità di umidità presente nella regione, aumenta notevolmente il rischio di precipitazioni persistenti e accumuli record.

Il sistema, che già registra venti massimi sostenuti di 100 km/h, potrebbe intensificarsi rapidamente fino a raggiungere la 4ª categoria sulla scala Saffir-Simpson entro lunedì, con venti superiori ai 210 km/h.

Haiti di nuovo sotto assedio: piogge record e rischio catastrofe

Haiti, ancora duramente segnata da anni di crisi economica e instabilità politica, si prepara a una nuova emergenza. Le previsioni parlano di quasi 90 cm di pioggia sulla Penisola di Tiburon, nel Sud/Ovest del Paese, una quantità che il vice direttore del NHC, Jamie Rhome, definisce “potenzialmente catastrofica”.

Già almeno 3 persone sono morte ad Haiti, e una è morta nella vicina Repubblica Dominicana, dove un’altra persona risulta dispersa. Le autorità locali segnalano quasi 200 abitazioni danneggiate, interruzioni idriche che colpiscono oltre 500mila residenti, e numerosi villaggi isolati dalle acque.

Il terreno instabile e fortemente eroso di Haiti rende la regione estremamente vulnerabile alle frane, anche in presenza di piogge di minore intensità. In questo caso, il rischio di crolli e smottamenti è altissimo.

Giamaica in stato d’allerta

Il governo giamaicano ha dichiarato lo stato d’allerta uragano per l’intera isola, predisponendo la chiusura di tutti gli aeroporti entro 24 ore nel caso in cui l’allerta venga confermata. Il primo ministro Andrew Holness ha lanciato un appello urgente alla popolazione: “Invito tutti i giamaicani a prendere questa minaccia meteo molto sul serio”.

Le autorità hanno già attivato oltre 650 rifugi di emergenza e predisposto migliaia di pacchi alimentari nei magazzini centrali, pronti per una distribuzione rapida in caso di necessità.

Impatto previsto su Cuba e Bahamas

Dopo aver attraversato Giamaica e Haiti, Melissa è attesa sulle coste orientali di Cuba entro mercoledì, con piogge che potrebbero superare i 30 cm in alcune aree montuose.

Il Bahamas Meteorology Department ha inoltre emesso un avviso per le isole del Sud/Est e del centro delle Bahamas, oltre che per le Turks e Caicos, dove si prevedono condizioni da tempesta tropicale o da uragano all’inizio della prossima settimana.

Una stagione sopra la norma

Melissa è la 13ª tempesta con nome della stagione degli uragani atlantici 2025, che va dal 1° giugno al 30 novembre. La NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) aveva già previsto un’attività superiore alla media, con 13-18 tempeste nominate, complice un Atlantico più caldo del normale e le condizioni di La Niña, che favoriscono lo sviluppo di cicloni tropicali.

La traiettoria e la forza di Melissa saranno decisive per comprendere quanto impatto potrà avere sull’intero arco caraibico e, successivamente, sulle coste statunitensi.

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