L’agenzia meteorologica statunitense ha annunciato il ritorno del fenomeno climatico noto come La Niña, seppur in forma debole, limitando così il suo impatto sul raffreddamento del pianeta e sulla possibile intensificazione dell’attività degli uragani nell’Atlantico. La Niña è un modello climatico naturale che provoca il raffreddamento delle temperature superficiali nell’Oceano Pacifico equatoriale centrale ed orientale. Questo fenomeno influenza i venti in quota, modificando la variazione di velocità e direzione ad alta quota, e tende a favorire un aumento degli uragani nell’Atlantico, mentre ne riduce il numero nel Pacifico. Le condizioni climatiche oscillano tra La Niña e il suo opposto, El Niño, con fasi neutre intermedie.
Dopo un breve periodo di deboli condizioni di La Niña tra dicembre 2024 e marzo 2025, era prevalsa una fase neutra, fino all’annuncio dell’US National Weather Service, che ha dichiarato il ritorno del fenomeno. Secondo l’agenzia, “le condizioni di La Niña sono emerse a settembre 2025, come indicato dall’espansione delle temperature superficiali del mare al di sotto della media attraverso il Pacifico equatoriale centrale ed orientale“.
Si prevede che La Niña persisterà durante l’inverno, con una probabilità del 55% di tornare a condizioni neutre tra gennaio e marzo 2026. Tuttavia, l’agenzia ha sottolineato che la debolezza prevista di questa La Niña rende meno probabili gli effetti climatici invernali tipici.
Il lungo episodio di La Niña dal 2020 al 2023, noto come “triple-dip”, è stato il primo del XXI secolo e solo il terzo dal 1950. Quell’evento ha intensificato siccità e alluvioni in diverse regioni del mondo. Nonostante la capacità di raffreddamento del fenomeno, La Niña non ha interrotto la serie di anni eccezionalmente caldi: l’ultimo decennio comprende i 10 anni più caldi mai registrati, con il 2024 che ha stabilito un nuovo record assoluto di temperature.
Per quanto riguarda l’Atlantico, la stagione degli uragani va dal 1° giugno al 30 novembre. La National Oceanic and Atmospheric Administration continua a prevedere una stagione sopra la media, anche se finora è stata leggermente al di sotto delle aspettative e nessuna tempesta ha raggiunto gli Stati Uniti.
