L’espansione cinese nel solare fa rotta sull’Indonesia

Con la fine degli incentivi in patria e un mercato locale saturo, i giganti cinesi del solare e dei veicoli elettrici puntano sull’Indonesia. Ma tra quote limitate e burocrazia, la transizione energetica del Paese resta in bilico

Le principali aziende cinesi attive nel settore delle energie rinnovabili stanno accelerando la loro presenza in Indonesia, spinte dalla saturazione del mercato domestico e dalla necessità di trovare nuovi sbocchi. A giugno, LONGi Green Energy Technology ha annunciato una partnership con la compagnia petrolifera statale indonesiana Pertamina per costruire uno stabilimento di pannelli solari nella provincia di Giava Occidentale. Solo una settimana prima, anche Trina Solar aveva aperto un impianto simile a Giava Centrale, segno di una strategia coordinata. Allo stesso tempo, cresce la domanda locale: nei primi sei mesi dell’anno, le vendite di veicoli elettrici hanno quasi raggiunto il totale registrato nel 2024, con una predominanza di modelli cinesi.

Solare in crescita, ma tra ostacoli e limiti

Nonostante le potenzialità, la transizione dell’Indonesia verso le rinnovabili procede lentamente. La nuova fabbrica di Trina, gestita attraverso la joint venture PT Trina Mas Agra Indonesia (TMAI), produce pannelli solari avanzati per un totale di 1 gigawatt annuo, ma potrebbe triplicare la capacità in futuro. Tuttavia, le restrizioni imposte dall’azienda statale PLN sull’energia solare residenziale limitano fortemente l’adozione diffusa: solo 3 GW di tetti solari saranno ammessi nei prossimi dieci anni, contro i 198 GW installati dalla sola Cina nei primi cinque mesi di quest’anno. Oggi, la capacità solare dell’Indonesia si ferma a 560 megawatt, ben al di sotto di Paesi vicini come la Malesia. Queste condizioni frenano gli investimenti esteri, nonostante la domanda e l’interesse siano in crescita.

Opportunità rare in un momento di svolta

Di fronte alla concorrenza interna e alla fine degli incentivi in patria, le aziende cinesi stanno investendo pesantemente in Indonesia, cogliendo un’opportunità che potrebbe non ripresentarsi. LONGi ha in programma un secondo impianto da 1,4 GW, mentre TMAI punta a rafforzare la filiera locale riducendo le importazioni e migliorando l’infrastruttura elettrica nazionale. Secondo gli esperti del settore, lo sviluppo di tecnologie di stoccaggio energetico e reti intelligenti sarà cruciale per superare la variabilità delle fonti rinnovabili. Intanto, l’Indonesia ha già attirato circa 70 miliardi di dollari di investimenti cinesi in energia pulita dal 2022, inclusi progetti nel settore delle batterie e dei veicoli elettrici. Ma il tempo stringe: incentivi in scadenza, burocrazia e pianificazione incerta rischiano di rallentare questa transizione. Per gli operatori del settore, il momento è cruciale: il Paese può ancora trasformarsi in un hub delle rinnovabili nel Sud-est asiatico, ma deve agire con decisione.