L’evoluzione della cometa Lemmon: dalla chioma verde brillante alla doppia coda | FOTO

La cometa Lemmon immortalata il 4 e 28 ottobre: un oggetto “stupendamente diverso" grazie all'avvicinamento al perielio
La cometa Lemmon il 4 ottobre. Foto di Francesco Ianniello
La cometa Lemmon il 28 ottobre. Foto di Francesco Ianniello
Foto di Francesco Ianniello
Foto di Francesco Ianniello

Due comete stanno tenendo gli appassionati di astronomia e non con gli occhi al cielo in questo mese di ottobre, regalando uno spettacolo straordinario. Una di loro è la cometa C 2025 A6 Lemmon. In questi giorni, Francesco Ianniello, Aspirante dell’Aeronautica Militare e appassionato di astronomia, ha catturato in foto il corpo celeste in tutta la sua meraviglia dalla Campania, condividendo le immagini con MeteoWeb. Riguardo la prima foto della gallery scorrevole in alto, scattata il 4 ottobre, Ianniello spiega: “si tratta di una cometa scoperta a gennaio 2025, che ha raggiunto il picco di luminosità in ottobre 2025. È un relitto ghiacciato proveniente dalle origini del Sistema Solare, con un lungo periodo orbitale (circa 1350 anni) e non si ripeterà prima del prossimo millennio. La sua chioma ha un colore verde brillante a causa del gas di carbonio biatomico che fluoresce sotto la luce solare. Per la realizzazione di questo scatto ho ritenuto vantaggioso utilizzare un telescopio a corta focale in modo da riprendere completamente la cometa e la sua coda in un’unica immagine. Gli scatti ottenuti nei giorni precedenti dall’altro emisfero facevano ben sperare ed infatti queste immagini confermano una coda di almeno 8°”.

“Questo oggetto, come tutte le comete, ha richiesto uno studio approfondito sulla strumentazione da utilizzare, momento di massima luminosità, elevazione dell’astro dall’orizzonte, presenza della Luna, inquinamento luminoso, presenza di edifici che ne possono ostacolare la visibilità ed infine le condizioni meteo favorevoli. “Gli astri si sono allineati” la mattina del 4 ottobre e sono riuscito ad immortalare questa meravigliosa cometa. L’inseguimento è durato dalle 04:30 alle 05:32 e l’oggetto è partito da 30° dall’orizzonte fino a raggiungere i 43° poco prima dell’alba”, spiega Ianniello, che condivide anche le caratteristiche della fotografia e del telescopio:

  • 1h 2min di esposizione totali
  • Light: 31 da 120s Gain 120 Offset 8 temperatura -10°
  • +dark e flat
  • Ottica obiettivo Samyang 135 mm f2.2 f2.8
  • Cassetto porta filtro ZWO – FD – EOS
  • Montatura equatoriale armonica ZWO AM 3
  • Camera Zwo Asi 294 MC PRO Color raffreddata
  • Filtro L-Quad Enhance
  • Guide scope 30 /120
  • Camera guida asi 120 mc grande

Una cometa “diversa” alcune settimane dopo

La seconda foto è stata scattata, invece, il 28 ottobre e l’oggetto appare “stupendamente diverso in quest’altra data”, afferma Ianniello. “L’avvicinamento al perielio ha enfatizzato la formazione di una doppia coda perché la pressione della radiazione solare spinge le particelle di polvere fuori dalla chioma, creando così una coda di polvere. Tale coda appare giallastra proprio perché i granelli di polvere riflettono la luce solare”. 

“Anche questa volta i fattori da tenere in considerazione sono stati i medesimi della scorsa volta ma con l’aggiunta del pochissimo tempo a disposizione per la cattura. La cometa questa volta si presentava esclusivamente visibile dopo il tramonto per una manciata di minuti. La sua vicinanza al sole ha aumentato notevolmente la magnitudine apparente che in parte ha favorito la sua osservazione nonostante l’inquinamento luminoso e la presenza della Luna al 40%. Visto il poco tempo a disposizione ho optato per una soluzione ottimizzata sfruttando la corrente della mia auto e una location improvvisata. Ho utilizzato la stessa strumentazione della scorsa volta ma questa volta generando un piccolo mosaico di 2 pannelli da 7min 30sec ciascuno per un totale di 10 scatti da 90s. L’ inseguimento è durato dalle 18:45 alle 19:00 e l’oggetto è partito da 19° dall’orizzonte fino a raggiungere i 16°”, conclude Francesco Ianniello.