Maltempo Sicilia, geologi: “a Favara ennesimo dramma, prevenzione trascurata”

"Questo dramma non è purtroppo un evento isolato: fa parte di un quadro nazionale allarmante", spiega l'Ordine dei geologi di Sicilia

L’ennesima tragedia avvenuta nel nostro territorio a seguito di una violenta alluvione ci ricorda con forza come il tema del dissesto idrogeologico rimanga drammaticamente irrisolto. Da decenni, infatti, dopo ogni disastro, assistiamo a dichiarazioni e promesse che, puntualmente, si spengono nell’oblio fino al successivo evento calamitoso. Si continua a intervenire solo a posteriori, mentre la prevenzione, pur dimostratasi molto meno onerosa rispetto alla riparazione dei danni, resta colpevolmente trascurata“: è quanto evidenzia l’Ordine regionale dei geologi di Sicilia che “si stringe al dolore” della donna dispersa nel nubifragio che ha colpito Favara, nell’Agrigentino.

Questo dramma non è purtroppo un evento isolato: fa parte di un quadro nazionale allarmante“, spiega l’Ordine dei geologi di Sicilia. “Secondo la quarta edizione del rapporto Ispra sul dissesto idrogeologico in Italia, il 94,5% dei comuni italiani è esposto al rischio di frane, alluvioni, erosione o valanghe. In questi ultimi anni, la superficie colpita dal rischio frane è aumentata del 15%, passando da 55.400 a 69.500 chilometri quadrati, ovvero circa il 23% del territorio nazionale. Le aree classificate a pericolosità elevata o molto elevata (P3-P4) sono cresciute, passando dall’8,7% al 9,5%. Nel complesso, sono censite oltre 636.000 frane sul territorio italiano, di cui circa il 28% caratterizzate da dinamiche rapide e potenziale distruttivo rilevante. Questi numeri raccontano una verità scomoda: il dissesto idrogeologico non è un’emergenza futura, ma una condizione attuale e diffusa“.

Da qui l’appello alla classe dirigente: “Basta parole, serve coraggio, visione e strategie di lungo termine“.