Il Messico affronta in questi giorni una delle peggiori emergenze meteorologiche dell’ultimo decennio. Le piogge torrenziali che hanno colpito il Paese la scorsa settimana hanno provocato almeno 70 vittime e isolato oltre 160 comunità nelle regioni centrali ed orientali. Le autorità federali hanno schierato quasi 13mila militari dell’esercito e della marina per le operazioni di soccorso e trasporto dei beni di prima necessità. Nel cuore montuoso dello Stato di Hidalgo, uno dei più colpiti, gli elicotteri della Guardia Nazionale decollano senza sosta da Pachuca, la capitale, per raggiungere le zone isolate come Tianguistengo, Xalacahuantla e Xochicoatlán.
Un disastro meteorologico
Secondo il Servizio Meteorologico Nazionale messicano (SMN), l’evento è il risultato di una combinazione atmosferica anomala: una depressione tropicale formatasi nel Golfo del Messico ha incontrato un fronte freddo proveniente da Nord. L’interazione tra queste 2 masse d’aria ha intensificato i fenomeni convettivi, generando piogge di straordinaria intensità e durata.
Questo tipo di configurazione meteorologica non è raro nella transizione stagionale tra l’estate e l’autunno, ma quest’anno le temperature superficiali del Golfo del Messico più elevate della media hanno favorito una maggiore evaporazione e, di conseguenza, precipitazioni più abbondanti.
Effetti al suolo e sfide logistiche
Le piogge hanno causato frane diffuse e il crollo di strade e ponti, in particolare nelle aree montuose dell’Hidalgo, dove si contano 84 comuni isolati. Le autorità locali parlano di intere valli tagliate fuori dalle comunicazioni, con comunità che dipendono completamente dai rifornimenti aerei.
La vulnerabilità infrastrutturale del Messico centrale amplifica gli effetti di eventi meteorologici di questo tipo. L’erosione dei terreni e la deforestazione nelle zone montane riducono la capacità del suolo di assorbire l’acqua, aumentando il rischio di frane e smottamenti.

