Le ultime proiezioni dei modelli meteorologici confermano un probabile passaggio verso una fase negativa della North Atlantic Oscillation (NAO) a metà ottobre 2025. Questo cambiamento nell’assetto atmosferico potrebbe aumentare sensibilmente la probabilità di una ondata di freddo precoce su gran parte del continente europeo, in particolare tra le regioni settentrionali e centrali. Quando la NAO entra in fase negativa, si formano blocchi anticiclonici tra Groenlandia e Scandinavia. Queste strutture deviano il getto polare verso sud, permettendo la discesa di masse d’aria gelida dal Circolo Polare fino al cuore dell’Europa. Ne derivano temperature ben inferiori alla media e condizioni meteorologiche tipiche dell’inverno già in autunno.
Freddo e neve in arrivo: le aree più esposte
I principali centri di calcolo indicano che tra il 14 e il 18 ottobre la NAO potrebbe toccare valori negativi significativi. In questa fase, la combinazione di blocchi scandinavi e correnti artiche favorirà la discesa di aria polare marittima verso l’Europa centrale e i Balcani. Le anomalie termiche negative potrebbero raggiungere anche 8–12°C al di sotto della media stagionale in alcune aree.

In Scandinavia la probabilità di neve a bassa quota crescerà rapidamente, con i primi accumuli significativi entro fine mese. Anche Polonia, Germania, Repubblica Ceca e Slovacchia potrebbero registrare i primi fiocchi di neve o piogge miste a neve nelle pianure interne. Le Alpi e i Carpazi saranno interessati da nevicate più consistenti, preludio all’avvio della stagione invernale.
Prospettive stagionali: un autunno sempre più dinamico
Dopo questa prima fase fredda, sono possibili brevi risalite termiche, ma la tendenza generale resta orientata verso un autunno più instabile e freddo. Le dinamiche legate alla NAO negativa indicano infatti una maggiore frequenza di scambi meridiani e un pattern che favorisce nuove discese fredde anche a ridosso di novembre.
È bene sottolineare come la situazione attuale sia coerente con le proiezioni stagionali per l’inverno 2025/2026, che mostrano un possibile ritorno di freddo e neve sopra la media su gran parte dell’Europa settentrionale e centrale. In sintesi, la fase negativa della NAO potrebbe rappresentare il primo segnale di un inverno in anticipo e dalle caratteristiche più rigide del normale.