Meteo, MJO e teleconnessioni: verso una NAO negativa e scenari più freddi

La MJO passa dalla fase 8 alla 1: possibili blocchi atmosferici e NAO negativa sull’Europa. Cosa può cambiare nel meteo delle prossime settimane

Negli ultimi giorni gli indici climatici globali stanno mostrando un segnale di transizione importante: la Madden-Julian Oscillation (MJO) si sta spostando rapidamente dalla fase 8 alla fase 1, dopo un breve passaggio tra l’Atlantico tropicale e il bacino dell’Oceano Indiano.

Questo cambiamento, spesso sottovalutato, ha implicazioni dirette sui pattern atmosferici dell’Atlantico e dell’Europa, e può anticipare una fase meteorologica molto diversa rispetto a quella appena trascorsa.

Freddo metà ottobre

Una transizione chiave per le teleconnessioni globali

La MJO rappresenta una grande onda convettiva tropicale che si muove da ovest verso est, influenzando le circolazioni su scala planetaria. Quando si sposta dalla fase 8 alla 1, si assiste solitamente a un aumento dell’attività convettiva sull’Oceano Indiano e sull’area dell’Indonesia. Questo tipo di forzante tropicale è in grado di modificare la propagazione delle onde di Rossby, innescando cambiamenti nella North Atlantic Oscillation (NAO) e favorendo la formazione di blocchi atmosferici sull’Europa.

NAO in calo e maggiore probabilità di blocchi

Durante questa fase di transizione, le statistiche mostrano una tendenza della NAO verso valori negativi. In tale configurazione, le alte pressioni tendono a consolidarsi sull’Atlantico settentrionale o sull’Europa occidentale, generando il cosiddetto “blocco a omega”. Questo tipo di assetto favorisce il ristagno dell’aria e la deviazione delle perturbazioni verso le alte latitudini o, al contrario, verso il Mediterraneo, con un rischio maggiore di fasi instabili o retrogressioni fredde.

Effetti sulla circolazione e possibili scenari per l’Europa

Gli episodi di MJO in rapida propagazione tra le fasi 8 e 1 determinano forti anomalie nella divergenza troposferica e nel getto polare. Ne derivano modifiche nella traiettoria delle tempeste, nella struttura del vortice polare e nella formazione delle alte pressioni di blocco (GH). In Europa, questo può tradursi in un aumento della variabilità climatica, con periodi miti alternati a bruschi afflussi di aria fredda o a prolungate fasi anticicloniche.

Un segnale da monitorare attentamente

Il passaggio della MJO dalla fase 8 alla 1 rappresenta dunque un campanello d’allarme per un possibile cambiamento nella circolazione emisferica. L’interazione tra forzanti tropicali e teleconnessioni atlantiche potrebbe infatti determinare un declino della NAO e la comparsa di blocchi atmosferici sul comparto europeo, preludio a un autunno più dinamico e potenzialmente più freddo.