Negli ultimi mesi il Golfo dell’Alaska ha mostrato un segnale climatico di rilievo: un raffreddamento misurabile delle temperature superficiali marine (SST), con valori che si discostano in modo evidente rispetto agli ultimi anni. Anche lungo la costa occidentale degli Stati Uniti si osserva una tendenza analoga, seppur meno marcata, con un leggero calo delle temperature marine.
Temperature in calo nel Pacifico settentrionale
A settembre 2025, nel Golfo dell’Alaska, le SST hanno oscillato tra i 9,2 °C di Dutch Harbor e i 12,1 °C di Cordova, valori inferiori alla media del periodo 2021-2024. Sulla costa californiana i dati mostrano una variabilità compresa fra 11,2 °C a nord (Crescent City) e 19,5 °C a sud (Encinitas), con un calo più evidente nelle aree settentrionali. Questi numeri, seppur contenuti, rappresentano un segnale da monitorare attentamente.

Possibili impatti sull’inverno occidentale
Un Pacifico più freddo potrebbe rivelarsi determinante per la prossima stagione invernale. Un raffreddamento delle acque del Golfo dell’Alaska tende infatti a ridurre l’energia disponibile per gli episodi di blocco anticiclonico caldo, favorendo al contrario scenari più dinamici con frequenti scambi di masse d’aria. Ciò si tradurrebbe in un aumento della probabilità di ondate fredde e nevicate abbondanti sull’Ovest statunitense, in particolare su Sierra Nevada, Cascades e Northern Rockies.
Il fenomeno risulta ancor più rilevante considerando il previsto ritorno di condizioni simili a La Niña e una possibile fase positiva della Pacific North American Pattern (PNA), fattori che tendono a rafforzare la circolazione meridiana e a spostare aria fredda verso le medie latitudini.
Monitoraggio e prospettive
I meteorologi statunitensi sottolineano la necessità di proseguire il monitoraggio delle SST nell’area nord-pacifica per distinguere tra un’anomalia temporanea e un trend più duraturo. Se confermato, il raffreddamento potrebbe trasformarsi in un alleato per le riserve idriche occidentali, incrementando gli accumuli nevosi stagionali e offrendo benefici a lungo termine per agricoltura ed ecosistemi.
Scenari nevosi e dinamici
Il segnale del raffreddamento del Golfo dell’Alaska non va sottovalutato: in un contesto globale dominato dal riscaldamento, anomalie locali di questo tipo possono alterare profondamente la dinamica atmosferica. L’inverno 2025-2026 per gli Stati Uniti occidentali potrebbe quindi riservare scenari nevosi e dinamici, con potenziali risvolti positivi per la disponibilità idrica, ma anche sfide legate a eventi meteorologici estremi.