Settembre 2025 in Sicilia si è chiuso con un bilancio pluviometrico sotto la media. In base ai dati SIAS, la media delle precipitazioni mensili è stata di 44 mm, circa −19 mm rispetto al riferimento climatico 2003–2022. Anche i giorni piovosi sono stati inferiori alla norma: 3,8 contro i 6 attesi.
Un mese dominato dall’alta pressione
La prima parte del mese ha visto condizioni stabili, con piogge isolate il 3 settembre legate a un modesto flusso atlantico. Un episodio più organizzato è arrivato tra 10–11 settembre sulla fascia tirrenica occidentale: ad Alcamo un nubifragio serale ha prodotto accumuli locali di oltre 30–40 mm, amplificati dall’orografia del Monte Bonifato. La seconda decade è stata segnata dall’alta pressione con instabilità diurna sparsa e poco rilevante. Solo nell’ultima decade due impulsi veloci (23–24 e 27 settembre) hanno riportato piogge più diffuse, soprattutto nel Trapanese e nel settore meridionale.
Contrasti territoriali e picchi locali
Gli accumuli finali mostrano forti differenze su scala locale. Le stazioni con i massimi mensili sono Mazara del Vallo (TP) e Licata (AG) con 103 mm; a Licata, il 27 settembre, si sono registrati 82 mm in un giorno, il valore giornaliero più alto del mese. All’opposto, località come Paternò (CT) e Fiumedinisi (ME) hanno contato appena 1 giorno di pioggia. Il settore ionico e il tirrenico orientale chiudono il mese con deficit pluviometrico marcato.
Effetti su suolo, agricoltura e invasi
Le piogge di settembre hanno rifornito soprattutto gli strati superficiali del suolo, favorendo la vegetazione e le colture arboree, ma non hanno prodotto un reale recupero delle riserve idriche negli invasi. In chiave stagionale, gli accumuli di luglio–agosto 2025 sono stati superiori al 2023 e, insieme ai primi apporti di inizio ottobre, contribuiscono a scongiurare nell’immediato scenari critici come quelli di due anni fa.
Prospettive: l’autunno decide
Il quadro di settembre 2025 certifica un mese secco, con poche giornate piovose e invasi ancora lontani da un recupero strutturale. L’autunno appena iniziato sarà cruciale: eventuali perturbazioni organizzate tra ottobre e novembre determineranno la ricarica idrica necessaria per affrontare l’inverno con maggiore sicurezza.

