La copertura nevosa dell’emisfero boreale sta iniziando ad aumentare rapidamente su Eurasia e Nord America, segnando l’avvio di una fase cruciale per la futura evoluzione atmosferica invernale. Questo fenomeno rappresenta uno dei principali indicatori climatici utili per comprendere la possibile traiettoria della stagione fredda 2025–26.
Perché la neve euroasiatica in ottobre è così importante
Il ritmo di espansione della copertura nevosa euroasiatica durante i mesi di ottobre e novembre è considerato un elemento determinante per la successiva evoluzione dell’Arctic Oscillation (AO) e della North Atlantic Oscillation (NAO). Un Snow Advance Index (SAI) elevato, ovvero un rapido aumento dell’estensione nevosa, è spesso collegato a:
- tendenze AO/NAO negative e maggiori scambi meridiani di masse d’aria;
- intrusioni di aria artica verso Europa e Nord America;
- più alta probabilità di nevicate significative e fasi di freddo intenso.

Quando la neve si estende precocemente dalla Siberia verso l’Asia centrale, il vortice polare tende a indebolirsi, favorendo la discesa di correnti fredde fino alle latitudini temperate.
Teleconnessioni e ruolo dell’oceano Pacifico
Tra i principali fattori oceanico-atmosferici che influenzano la circolazione globale, l’ENSO rimane il più rilevante. Gli ultimi indicatori confermano la presenza di una La Niña debole, una condizione che in passato ha spesso interagito con un’espansione nevosa precoce, favorendo AO e NAO negative a tratti durante la stagione invernale.
Questa combinazione può determinare un assetto atmosferico dinamico, alternando fasi miti a improvvise ondate di freddo, tipiche di un inverno complesso e potenzialmente ricco di contrasti termici.
Anni storici di riferimento
Analizzando gli anni con comportamento simile del manto nevoso, emergono alcuni precedenti significativi:
- 2009–10 – Estensione nevosa eccezionale e AO/NAO fortemente negative, con ripetute ondate artiche e nevicate record negli Stati Uniti orientali.
- 2012–13 – Espansione rapida del manto nevoso a fine ottobre e inverni freddi su Europa e Nord America.
- 2013–14 – Neve sopra la media in ottobre e inverno segnato dal Polar Vortex con gelo diffuso.
- 2017–18 – Ampia copertura nevosa eurasiatica e successivo Sudden Stratospheric Warming che portò a tempeste tardive nel marzo 2018.
Tendenze attuali e prospettive per l’inverno 2025–26
Le più recenti osservazioni satellitari indicano che l’avanzata nevosa euroasiatica procede a ritmo sostenuto. Se questa tendenza continuerà, l’impatto sulla circolazione emisferica potrebbe tradursi in un inverno più variabile e dinamico anche sull’Europa, con possibili ondate fredde e nevicate sopra la media.
In sintesi, uno Snow Advance Index elevato rappresenta un segnale favorevole a un inverno con AO/NAO negative intermittenti e un maggiore rischio di afflussi artici nel Mediterraneo e sull’Italia.
Conclusione
Il comportamento attuale dello snowpack boreale suggerisce che la stagione fredda 2025–26 potrebbe presentare episodi invernali marcati alternati a fasi più miti, tipiche di un pattern atmosferico complesso. L’evoluzione dei prossimi 30 giorni sarà determinante per comprendere la traiettoria stagionale e i potenziali effetti sull’Europa e sull’Italia.