Il Mediterraneo continua a stupire anche nella fase avanzata dell’autunno. A fine ottobre 2025, le sue acque presentano temperature eccezionalmente elevate, confermando un trend di riscaldamento marino persistente che da mesi interessa gran parte del bacino. Le ultime analisi del servizio europeo Copernicus indicano che il Mediterraneo occidentale è tra le aree più calde, con anomalie positive fino a +2°C rispetto a lla media climatica 1991–2020. Le temperature superficiali si collocano tra 18 e 26°C, valori più tipici di settembre che non di fine ottobre. Le acque più calde si osservano nel settore orientale, con picchi nel Mare del Levante, mentre le zone più fresche interessano il Golfo del Leone, tratti dell’Adriatico e il Nord Egeo, dove si registrano lievi anomalie negative comprese tra –0,5 e –1°C.
I numeri del 2025: un anno fuori scala
Fino al 22 ottobre, il Mediterraneo ha mostrato temperature sopra la media in 277 giornate su 296, pari a circa il 93% dell’anno fin qui trascorso. Spiccano inoltre 27 record giornalieri di temperatura massima e nessun nuovo record minimo, segno di un eccesso termico persistente e non episodico.

Impatti su meteo, clima e biodiversità
Un mare più caldo rilascia maggiori quantità di vapore acqueo, fornendo energia ai temporali intensi e contribuendo a un autunno più instabile e umido sulle aree costiere. Sul piano ecologico, le anomalie termiche alterano la distribuzione delle specie ittiche, favoriscono la proliferazione di organismi alloctoni e possono prolungare la stagione delle ondate di calore marine.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
L’eccezionale calore del Mediterraneo occidentale a fine ottobre è un campanello d’allarme: il bacino trattiene sempre più energia termica e la restituisce all’atmosfera, accorciando la pausa stagionale tra estate e inverno. Il risultato è un’autumn pattern più dinamico, con finestre favorevoli a fenomeni meteo severi e mari frequentemente mossi o agitati durante i passaggi perturbati.
Conclusione: il 2025 conferma un Mediterraneo “bollente” fino a fine ottobre. Monitorare gli aggiornamenti meteo-climatici resta essenziale per protezione civile, filiere costiere e pesca, in un contesto di crisi climatica che modifica tempi e intensità della stagione autunnale.