La NOAA ha confermato ufficialmente la presenza di una La Niña nel Pacifico tropicale. Questa fase fredda dell’ENSO (El Niño–Southern Oscillation) influenzerà la circolazione atmosferica globale durante l’inverno 2025/2026, con effetti attesi su temperature e precipitazioni in Nord America ed Europa. Le proiezioni indicano inoltre una probabile transizione verso El Niño nel 2026, preludio a un nuovo rimescolamento dei regimi meteo-climatici su scala mondiale. La Niña rappresenta la fase fredda del ciclo ENSO. In questa configurazione, le acque superficiali del Pacifico centrale e orientale risultano più fredde della norma, gli alisei si rafforzano e la circolazione di Walker si riorganizza. Il risultato è una modifica delle precipitazioni tropicali e della pressione atmosferica che si ripercuote su tutto il pianeta.
I dati più recenti collocano la regione ENSO 3.4 su valori medi inferiori a –0,5°C, soglia che certifica ufficialmente l’evento. Inoltre, le analisi sub-superficiali evidenziano un esteso serbatoio di acque fredde fino a 200 metri di profondità, segnale che la Niña resterà attiva almeno fino all’inverno 2025/2026.

Inverno 2025/2026: gli effetti più probabili
Durante La Niña, un robusto anticiclone sul Nord Pacifico tende a deviare il getto polare verso sud. Ciò provoca ondate di freddo e nevicate su Canada e Stati Uniti settentrionali, mentre il Sud degli USA vive un clima più mite e secco. In Europa, alcune annate di Niña mostrano un aumento della frequenza di irruzioni fredde e una maggiore dinamicità atmosferica.
Secondo la NOAA, esiste un 60–75% di probabilità che si verifichi un riscaldamento stratosferico improvviso (SSW) tra dicembre e febbraio, fenomeno capace di disturbare il vortice polare e favorire irruzioni fredde verso le medie latitudini, inclusa l’Europa.
Primavera 2026: l’avvicinamento a El Niño
I principali modelli stagionali, tra cui ECMWF, mostrano una tendenza al riscaldamento progressivo del Pacifico nella primavera 2026, preludio alla transizione verso El Niño. In questa fase, gli alisei si indeboliscono, le temperature superficiali oceaniche aumentano e si forma una bassa pressione sul Pacifico centrale che influenza i regimi di pioggia e temperatura a livello globale.
Implicazioni pratiche e climatiche
- Inverno 2025/2026 (La Niña): attese condizioni più fredde e nevose sul Nord America e, in parte, sull’Europa. Maggior variabilità atmosferica e potenziali episodi di maltempo intenso.
- Primavera–Estate 2026 (El Niño in arrivo): possibile riorganizzazione dei regimi di precipitazione, con aumento dei fenomeni piovosi nel Mediterraneo centrale e nel Sud degli Stati Uniti.
- Fine 2026–inizio 2027: alcuni modelli ipotizzano l’arrivo di un Super El Niño, capace di spingere le temperature globali a nuovi record.
Un periodo di forte transizione climatica
Il 2025/2026 sarà un periodo di forte transizione climatica. La Niña in corso influenzerà l’inverno con freddo e neve in diverse aree del pianeta, ma la successiva comparsa di El Niño nel 2026 potrebbe ribaltare gli equilibri, riportando un clima più caldo e umido. Comprendere l’evoluzione dell’ENSO è fondamentale per anticipare gli impatti su agricoltura, energia, sicurezza idrica e rischio meteorologico.
Nei prossimi mesi, l’attenzione dei centri di ricerca sarà concentrata sull’analisi del comportamento del Pacifico equatoriale. Un cambio di segno da Niña a Niño non è solo un dato oceanografico, ma un segnale capace di ridisegnare il clima globale per gli anni a venire.