L’incidente in parapendio in cui a luglio rimase ucciso Felix Baumgartner è stato causato da un errore umano. E’ la conclusione cui sono giunti gli inquirenti incaricati delle indagini. Baumgartner, il primo paracadutista a cadere a una velocità superiore a quella del suono, e’ morto a 56 anni a Porto Sant’Elpidio lungo la costa marchigiana. Testimoni hanno riferito che il volo sembrava normale finché il suo parapendio non ha iniziato a ruotare verso terra, schiantandosi vicino alla piscina di un hotel.
Il pubblico ministero Raffaele Iannella ha affermato che l’indagine non ha riscontrato problemi tecnici con il parapendio a motore. “E’ caduto in spirale e non è riuscito a uscire. Non è stato in grado di eseguire la manovra che avrebbe dovuto fare per uscire dalla caduta”, ha detto Iannella. Il pubblico ministero chiederà ora l’archiviazione del caso. Conosciuto come “Fearless Felix”, Baumgartner fece notizia in tutto il mondo nel 2012, quando divenne il primo paracadutista a infrangere la barriera del suono. Indossava una tuta pressurizzata e si lanciò da una capsula portata a oltre 38 chilometri sopra il New Mexico da un gigantesco pallone a elio.
