Si chiude oggi la stagione dei Nobel con l’assegnazione del Premio per l’Economia, l’ultimo dei riconoscimenti dell’anno. Alle 11:45, la Reale Accademia Svedese delle Scienze annuncerà il nome – o i nomi – dei vincitori di un premio che, come di consueto, suscita grande attesa e curiosità nel mondo accademico e politico. Quest’anno, secondo molti esperti, il Nobel potrebbe premiare ricerche sull’intelligenza artificiale o sulle disuguaglianze economiche, due temi centrali nel dibattito economico globale.
Premio Nobel per l’Economia 2025, previsioni e favoriti
Sebbene il processo di selezione resti avvolto nel segreto, studiosi e analisti cercano ogni anno di individuare i possibili vincitori. Tra i nomi più citati figurano Emmanuel Saez e Thomas Piketty, noti per i loro studi sulle disuguaglianze di reddito e ricchezza. Entrambi sono indicati da ricercatori dell’Università di Göteborg come possibili protagonisti dell’edizione 2025.
Un altro nome di rilievo è quello del francese Gabriel Zucman, vincitore nel 2023 della John Bates Clark Medal, riconoscimento considerato da molti un preludio al Nobel: il 17% dei suoi destinatari ha infatti ottenuto in seguito il premio svedese.
Altri candidati accreditati includono la belga Marianne Bertrand e l’americano Sendhil Mullainathan, segnalati dalla società di ricerca Clarivate per i loro contributi sull’economia del lavoro e sulle discriminazioni razziali, analizzate attraverso un approccio che intreccia psicologia e cultura.
Non mancano anche i possibili vincitori nel campo dell’economia comportamentale e neuroeconomia, come lo svizzero Ernst Fehr, che potrebbe condividere il riconoscimento con gli americani George Loewenstein e Colin Camerer. Altri osservatori, invece, puntano su Nobuhiro Kiyotaki (Giappone) e John Moore (Regno Unito), autori di ricerche fondamentali su come piccoli shock possano generare grandi cicli economici.
Un premio giovane ma prestigioso
Il Nobel per l’Economia, ufficialmente chiamato Premio della Banca di Svezia per le Scienze Economiche in memoria di Alfred Nobel, non faceva parte dei 5 premi originari voluti dal chimico e inventore svedese, scomparso nel 1896. Fu istituito solo nel 1968 grazie a una donazione della Banca Centrale di Svezia, circostanza che gli è valsa, da parte di alcuni critici, l’etichetta di “falso Nobel”.
Ciò nonostante, il riconoscimento mantiene un enorme prestigio: il vincitore riceve un diploma, una medaglia d’oro e un assegno da 1,2 milioni di dollari.
Donne ancora sottorappresentate
Dal 1969 a oggi sono stati premiati 96 economisti, ma solo 3 donne hanno ricevuto il Nobel in questa disciplina. un dato che riflette la persistente disparità di genere nel campo economico. L’edizione 2025, tuttavia, ha già visto una maggiore presenza femminile tra i premiati: la statunitense Mary Brunkow, co-vincitrice del Nobel per la Medicina, e la venezuelana María Corina Machado, insignita del Premio Nobel per la Pace.
L’attesa del verdetto
Come ogni anno, le ipotesi si moltiplicano fino all’ultimo minuto. Prevedere il vincitore resta, per ammissione degli stessi esperti, una scienza imperfetta. Qualunque sarà il risultato, il Nobel per l’Economia 2025 promette di riflettere le sfide cruciali del nostro tempo: l’impatto dell’intelligenza artificiale sui mercati, la crescente concentrazione della ricchezza e la ricerca di un’economia più equa e sostenibile.
