Un microchip grande meno di un terzo di un capello potrebbe cambiare il destino di milioni di persone affette da cecità irreversibile. È la retina artificiale, un dispositivo wireless impiantato direttamente nell’occhio, che ha permesso a pazienti legalmente non vedenti di leggere parole e brevi frasi. I risultati, pubblicati sul New England Journal of Medicine e presentati al congresso 2025 della American Academy of Ophthalmology a Orlando, segnano una svolta nella lotta alla degenerazione maculare senile atrofica, principale causa di cecità negli anziani.
Lo studio multicentrico, coordinato dal consorzio Primavera e con la direzione scientifica di Andrea Cusumano dell’Università di Roma Tor Vergata, ha coinvolto 32 pazienti. Tra questi, 26 (81%) hanno mostrato miglioramenti significativi dell’acuità visiva, mentre 27 (84%) sono riusciti a leggere numeri o parole. In media, la capacità di lettura è aumentata di circa 25 lettere, l’equivalente di cinque righe su una tabella oculistica standard.
In Italia, due pazienti sono stati impiantati presso il Presidio Britannico del San Giovanni Addolorata con una chirurgia mininvasiva in anestesia locale. “Si tratta di una svolta potenziale per i pazienti con degenerazione maculare senile atrofica avanzata, la principale causa di cecità irreversibile negli anziani che colpisce oltre 5 milioni di persone in tutto il mondo“, ha dichiarato Cusumano all’ANSA.
