Il 19 ottobre 2025 una data chiave nella storia dell’esplorazione spaziale commerciale. Alle 12:24 ora locale, un razzo Falcon 9 di SpaceX è decollato dalla base di Vandenberg Space Force Base, trasportando 28 satelliti della costellazione Starlink. Tra questi, il 10.000° satellite lanciato da SpaceX: un traguardo simbolico che racchiude 7 anni di evoluzione tecnologica e ambizione imprenditoriale. “Da Tintin a 10.000!”, ha esclamato un ingegnere SpaceX durante la diretta streaming, ricordando con orgoglio i primi due prototipi Tintin A e Tintin B, lanciati nel lontano febbraio 2018. Allora, l’obiettivo era sperimentare un concetto: offrire connessione internet dallo Spazio a qualsiasi punto del pianeta. Oggi quella visione si è trasformata in una rete globale che raggiunge milioni di utenti, dai centri rurali del Sud America alle basi scientifiche in Antartide.
Un 2025 da record per Falcon 9
Il volo del 19 ottobre è stato anche il 132° lancio di un Falcon 9 nel 2025, eguagliando così il record annuale stabilito nel 2024, con più di 2 mesi ancora a disposizione per superarlo. Il razzo, al termine della missione, ha compiuto con successo un atterraggio controllato sulla nave drone “Of Course I Still Love You” nell’Oceano Pacifico, completando l’11° volo di servizio per questo specifico booster (numero di serie B1088).
Meno di 2 ore prima, un altro Falcon 9 era decollato dalla Space Coast della Florida, anch’esso con 28 satelliti Starlink a bordo. Quel lancio ha stabilito un altro record: il 31° riutilizzo dello stesso primo stadio di un razzo, un traguardo impensabile solo pochi anni fa, che testimonia l’efficienza e la robustezza del sistema di riutilizzo progettato da SpaceX.
Una costellazione che ridisegna l’infrastruttura orbitale
Dalla prima “beta pubblica” di ottobre 2020, il servizio Starlink è cresciuto esponenzialmente. Nel solo 2024, SpaceX ha effettuato 89 missioni dedicate al progetto, e nel 2025 quel numero è già stato superato. Attualmente, secondo il noto astrofisico e tracker satellitare Jonathan McDowell, 8.608 satelliti Starlink risultano operativi, mentre la maggior parte dei restanti è stata deorbitata in modo controllato, bruciando nell’atmosfera. Ogni satellite, infatti, ha una vita operativa di circa 5 anni, dopodiché viene sostituito da versioni più moderne e performanti.
SpaceX dispone già delle autorizzazioni per lanciare fino a 12mila satelliti, con piani di espansione che potrebbero portare la costellazione a oltre 30mila unità: una rete orbitale senza precedenti, destinata a garantire una copertura internet globale, anche in regioni tradizionalmente escluse dalle infrastrutture terrestri.
Questioni scientifiche, economiche e ambientali
La crescita di Starlink solleva inevitabilmente anche questioni cruciali sul futuro dell’orbita bassa terrestre (LEO). Da un lato, il progetto rappresenta una rivoluzione economica e tecnologica: connettività globale, riduzione del digital divide e nuove opportunità per l’osservazione scientifica e la comunicazione d’emergenza. Dall’altro, la presenza di migliaia di satelliti attivi e di residui orbitanti comporta sfide significative: rischio di collisioni, interferenze con l’astronomia ottica e radio, e la necessità di una gestione sostenibile dello Spazio.
SpaceX, dal canto suo, afferma di progettare i suoi satelliti in modo da minimizzare l’impatto visivo e ambientale, dotandoli di meccanismi di deorbiting automatico e rivestimenti anti-riflesso. Tuttavia, la rapidità con cui la costellazione cresce richiede un dialogo sempre più intenso tra imprese private, agenzie spaziali e comunità scientifica internazionale.
Una corsa che definisce il nuovo spazio
A poco più di due decenni dalla fondazione di SpaceX, l’azienda di Elon Musk continua a ridefinire i limiti dell’ingegneria aerospaziale.
Il doppio lancio del 19 ottobre non è solo un primato numerico: è il simbolo di una nuova era in cui lo Spazio non è più dominio esclusivo delle agenzie governative, ma un ecosistema industriale dinamico, interconnesso e competitivo.
Dalla coppia di satelliti Tintin del 2018 ai 10.000 del 2025, Starlink racconta una storia di ambizione e resilienza tecnologica. Se il ritmo attuale dovesse essere mantenuto, il prossimo grande traguardo – 20mila satelliti in orbita – potrebbe non essere poi così lontano.
