Cresce lo scontro all’interno del governo tedesco sullo stop ai motori a benzina nel 2035, anche in vista del vertice sull’automobile indetto dal cancelliere Friedrich Merz per giovedì 9 ottobre. Se il ministero dell’Economia guidato dalla cristiano-democratica Katherina Reiche chiede, in una lettera congiunta con il ministero delle Imprese e del Made in Italy di Roma, alla Commissione europea un cambio di rotta sull’automotive, il ministro dell’Ambiente Carsten Schneider (Spd) si dice a favore del mantenimento dell’eliminazione graduale europea per i veicoli con motore a combustione interna a partire dal 2035.
Le pressioni
In un’intervista al settimanale “Die Zeit”, il ministro socialdemocratico ha riconosciuto le pressioni che gravano su molti fornitori dell’industria automobilistica, ma ha sottolineato come molte aziende si siano già adattate alle nuove regole per il clima e meritino pertanto protezione e certezza. Ha definito la sicurezza pianificatoria decisiva per un’economia di successo, affermando che da un punto di vista economico è bene proseguire sulla strada intrapresa. Schneider ha infine espresso fiducia negli ingegneri, che hanno a disposizione altri dieci anni, ricordando che dal 2035 i nuovi veicoli immatricolati nell’UE non dovranno più emettere CO₂, o i produttori pagheranno multe, così come previsto dall’attuale quadro normativo.
