Ottobre 2025 si preannuncia come uno dei momenti più spettacolari dell’anno per gli appassionati del cielo. Le Orionidi, le vere regine di ottobre, sono pronte a solcare le notti autunnali con la loro inconfondibile pioggia di stelle cadenti. Questo sciame meteorico, nato dai frammenti della Cometa di Halley, sarà protagonista di un’edizione particolarmente favorevole: il massimo è previsto tra il 21 e il 22 ottobre, in coincidenza con la Luna Nuova, condizione quasi ideale per l’osservazione. Le Orionidi sono note per il loro ZHR (tasso orario zenitale) tipico di 15–25 meteore, una quantità più che rispettabile per chi ama contare le scie luminose nel silenzio della notte. Si tratta di meteore molto veloci, che viaggiano a circa 66 km/s, e che spesso lasciano scie persistenti o persino brevi bagliori verdi e aranciati, dovuti alla composizione chimica dei granelli di polvere cometaria.
Il radiante – il punto del cielo da cui sembrano provenire – si trova nella maestosa costellazione di Orione, appena sopra la stella rossa Betelgeuse. In Italia, il radiante comincia a sollevarsi sopra l’orizzonte a partire dalla tarda serata, ma raggiunge la massima altezza tra le 2 e le 5 del mattino, la fascia oraria più redditizia per chi vuole ottimizzare il conteggio o semplicemente lasciarsi incantare dalle scie luminose. Durante quelle ore, Orione brilla alto verso Sud/Est e le meteore si mostrano più frequenti e spettacolari, visibili in tutte le direzioni del cielo.
Quest’anno, dunque, le condizioni saranno quasi perfette per l’Italia: cielo buio, radiante alto e possibilità di osservare anche i meteoriti più deboli, a patto di allontanarsi dalle luci cittadine e trovare un punto d’osservazione in aperta campagna o in montagna.
Le Orionidi: un messaggio dalla Cometa di Halley
Le Orionidi hanno un’origine affascinante: sono frammenti millenari lasciati dalla celebre Cometa di Halley, che ha attraversato l’interno del Sistema Solare l’ultima volta nel 1986 e tornerà a farsi vedere nel 2061. Ogni volta che Halley passa vicino al Sole, rilascia minuscoli granelli di polvere e ghiaccio che restano in orbita, creando un flusso di detriti che la Terra incrocia due volte all’anno: a maggio, generando le Eta Aquaridi, e ad ottobre, appunto, con le Orionidi.
Questi minuscoli residui, grandi quanto granelli di sabbia, viaggiano nello Spazio a velocità vertiginose. Quando incontrano la nostra atmosfera, si surriscaldano fino a incenerirsi completamente, producendo il bagliore che noi percepiamo come “stella cadente”. Alcune delle meteore più luminose possono persistere per diversi secondi, lasciando tracce verdastre o bluastre che si dissolvono lentamente nel buio del cielo.
Quando e come osservare lo spettacolo di stelle cadenti
L’attività delle Orionidi si estende dal 16 al 26 ottobre, con un picco tra 21-22 ottobre, che in Italia coinciderà con la fase di Luna Nuova (21 ottobre). In quelle ore, il cielo sarà perfettamente buio e le condizioni ottimali per l’osservazione dureranno fino alle prime luci dell’alba.
Per un’esperienza ideale:
- Trovate un luogo buio e lontano dalle città, privo di luci artificiali;
- Sdraiatevi e guardate verso il cielo più buio, non direttamente verso Orione, ma a circa 30 gradi dal radiante, in direzione dello zenit;
- Lasciate che gli occhi si adattino al buio per almeno 20 minuti;
- Portate con voi abiti caldi o un sacco a pelo: le ore più favorevoli, tra le 2 e 5, sono anche le più fredde.
Con un po’ di fortuna e un cielo limpido, sarà possibile contare fino a 25 meteore all’ora, molte delle quali estremamente rapide e sottili.
Due comete per un cielo da sogno
Come se non bastasse, il 2025 offrirà un bonus spettacolare. Durante le stesse notti delle Orionidi, due comete recentemente scoperte – Lemmon (C/2025 A6) e SWAN (C/2025 R2) – raggiungeranno la massima luminosità.
- Cometa Lemmon, scoperta a gennaio dal Mt. Lemmon SkyCenter in Arizona, sarà visibile subito dopo il tramonto, bassa nel cielo nordoccidentale, tra la coda del Grande Carro e la brillante Arturo;
- Cometa SWAN, individuata a settembre dal Solar Dynamics Observatory della NASA, si troverà invece più a Sud, appena sotto la stella Altair, nel Triangolo Estivo.
Entrambe potranno essere osservate con un buon binocolo astronomico, e in condizioni di cielo particolarmente limpido e buio potrebbero perfino diventare visibili a occhio nudo.
