Ogni anno in Germania vengono impiantati circa mezzo milione di stent per trattare il restringimento dei vasi sanguigni, conseguenza diretta dell’aterosclerosi. I modelli convenzionali, realizzati in metallo o polimeri tradizionali, comportano però alcune criticità: al momento dell’inserimento danneggiano l’endotelio, lo strato cellulare interno che protegge i vasi sanguigni. Il lento processo di rigenerazione dell’endotelio aumenta il rischio di trombosi, costringendo i pazienti a sottoporsi a terapie anticoagulanti pesanti e spesso a vita. Per superare questi limiti, un team di ricercatori della divisione Life Science and Bioprocesses del Fraunhofer IAP — guidato da Dr. Anne Krüger-Genge, Dr. Jörg Bohrisch e Prof. Dr. Joachim Storsberg — in collaborazione con la Brandenburg University of Technology Cottbus-Senftenberg (BTU), ha sviluppato un nuovo tipo di stent nell’ambito del progetto INNOSTENT, finanziato dal Ministero Federale Tedesco della Ricerca, Tecnologia e Spazio (BMFTR).
Un rivestimento che accelera la guarigione
“Finora non esisteva in pratica clinica un materiale capace di impedire l’aggregazione delle cellule del sangue in un coagulo attorno allo stent”, spiega il prof. Storsberg, esperto di ricerca sugli impianti medici. “Il nostro approccio sfrutta le proprietà naturali anti-trombogeniche dell’endotelio sano”.
La soluzione sta in un rivestimento brevettato che contiene proteine promotrici della crescita cellulare. Queste stimolano selettivamente le cellule endoteliali, favorendo una rapida riformazione dello strato protettivo. Il risultato atteso è una riduzione significativa del rischio di trombosi post-impianto e, idealmente, una diminuzione del fabbisogno di farmaci anticoagulanti.
Stent flessibili e biodegradabili
Un altro punto di forza del progetto è rappresentato dal materiale innovativo: un polimero flessibile e biodegradabile. A differenza dei tradizionali stent metallici rigidi, che rimangono permanentemente nel corpo e compromettono l’attività vasomotoria, i nuovi modelli si degradano gradualmente, permettendo al vaso sanguigno di recuperare la sua naturale elasticità. “In questo modo – sottolinea la biologa Dr. Krüger-Genge – il rischio di trombosi diminuisce ulteriormente e la funzionalità del vaso viene ripristinata”.
Tecnologia 3D per un equilibrio perfetto
Ottenere la giusta combinazione tra flessibilità, stabilità meccanica e capacità di degradazione è stata una sfida centrale. Come spiega il Dr. Bohrisch, esperto di scienza dei materiali, “grazie a un processo che combina sviluppo di nuovi polimeri, stampaggio a iniezione modificato e strutturazione tramite laser UV a impulsi brevi, siamo riusciti a creare una promettente struttura tridimensionale”.
Riconoscimento internazionale
I primi prototipi sono già stati realizzati e sono in corso test in vitro per verificarne la biocompatibilità ematica presso la BTU. L’innovazione è stata recentemente premiata con il senetics Innovation Award 2025, conferito durante il Kooperationskongress Medizintechnik, evento dedicato alle collaborazioni in ambito di ingegneria e tecnologia medicale.
Il nuovo stent INNOSTENT rappresenta un passo decisivo verso dispositivi vascolari più sicuri, meno invasivi e più vicini al funzionamento naturale del corpo umano.
