Alpinismo, dramma in Nepal: recuperato il corpo di Paolo Cocco, continuano le ricerche di Kirchler e Di Marcello

Il Consolato Generale d’Italia a Calcutta ha confermato il decesso di Paolo Cocco, il cui corpo è stato recuperato dalle squadre di soccorso

Restano ancora dispersi gli alpinisti italiani Markus Kirchler e Marco Di Marcello, travolti dalle violente valanghe che hanno colpito il Nepal. Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono ininterrottamente, secondo quanto comunicato da fonti della Farnesina. Il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, competente per il territorio nepalese, ha inoltre confermato il decesso del connazionale Paolo Cocco, il cui corpo è stato recuperato dalle squadre di soccorso. La Farnesina, attraverso l’Ambasciata d’Italia a New Delhi e il Consolato a Calcutta, continua a monitorare con la massima attenzione l’evolversi della situazione, mantenendo costanti contatti con le autorità locali e con le famiglie degli italiani coinvolti.

Al momento le autorità locali hanno confermato il decesso di 3 alpinisti italiani, Alessandro Caputo (salma recuperata, area Manaslu Peak), Stefano Farronato (salma recuperata, area Manaslu Peak) e Paolo Cocco (salma trasferita presso l’ospedale per stranieri). Non si ha notizia di altri 7 italiani, tra cui Marco Di Marcello e Markus Kirchler (entrambi nella zona di Yalung Ri, considerati dispersi). La Farnesina riferisce inoltre che non si sa con esattezza dove si trovino i cinque italiani, né se siano nella zona di Yalung Ri.

Negli ultimi giorni diverse aree dell’Himalaya nepalese sono state colpite da una serie di valanghe, che hanno travolto molti alpinisti fra cui alcuni italiani. Sono ancora difficili le comunicazioni tra le autorità, i responsabili delle operazioni di soccorso e le rappresentanze diplomatiche di vari Paesi coinvolti.

“Complessa operazione di soccorso internazionale”

Sul Panbari Himal è stata condotta “una complessa operazione di soccorso internazionale” durata 48 ore e con l’impiego di due elicotteri, “in collaborazione tra le autorità nepalesi e italiane, con il supporto tecnico e burocratico di Avia Mea“. È quanto spiega la stessa Avia Mea, la società che ha coordinato i soccorsi insieme alle autorità nepalesi e italiane per gli alpinisti italiani Stefano Farronato e Alessandro Caputo, i cui corpi sono stati recuperati nella mattinata di ieri sulla montagna nepalese.

Avia Mea ha precisato che “fondamentale è stato il contributo di Valter Perlino (sopravvissuto alla valanga dopo essere rientrato al campo base per un motivo di salute, ndr) che, presente in quota, ha avuto un ruolo determinante per la gestione delle informazioni e il collegamento tra la spedizione, i soccorritori e il coordinamento remoto, rappresentando un esempio di competenza, lucidità e umanità in condizioni estreme“.

Il supporto tecnico e burocratico a distanza è stato garantito da Avia Mea, attraverso Manuel Munari, Maurizio Folini e Michele Cucchi. Quest’ultimo, operativo presso la Piramide Everest-K2-CNR, ha svolto il ruolo di punto di riferimento tecnico sul territorio, in collegamento costante con Munari e Folini, con i team nepalesi e con Perlino sul campo.

Come riferisce Avia Mea, “elemento centrale dell’operazione è stato l’impiego di due elicotteri, il velivolo di Kailash Helicopter, pilotato dal comandante Deepak, e un secondo elicottero di standby, organizzato da Avia Mea e situato a Kathmandu, dell’operatore Simrik Air, sotto la supervisione del comandante Siddhartha Gurung”. “Durante le 48 ore di operazioni, Avia Mea ha mantenuto un contatto continuo con le famiglie degli alpinisti, fornendo aggiornamenti diretti e gestendo con sensibilità la comunicazione in un momento di grande delicatezza – aggiungono i soccorritori -. Parallelamente, la struttura ha risolto questioni burocratiche e assicurative con il prezioso intervento del Club Alpino Italiano, che ha garantito il proprio supporto operativo e istituzionale”.

La tragedia sul Panbari Himal si è consumata molto probabilmente nella notte tra giovedì 30 e venerdì 31 ottobre mentre Farronato e Caputo erano al campo 1. Come ha riferito Perlino, l’ultimo contatto è stato fino alla sera di giovedì 30.