La presidenza brasiliana della 30esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP30), in corso a Belém, accelera, pubblica bozze di una proposta di accordo e punta a trovare intesa un primo pacchetto politico domani, mercoledì 19 novembre. Inizia una nuova fase chiamata di “diplomazia shuttle“, che consiste in scambi veloci con i gruppi negoziali e singoli Paesi. “Proponiamo di concludere una parte significativa del nostro lavoro” entro martedì sera, “affinché una plenaria sul pacchetto politico di Belém possa aver luogo entro metà settimana“, ha scritto il Presidente della COP30, André Corrêa do Lago, in una lettera ai Paesi, annunciando trattative anche di notte. Un secondo accordo che conterrebbe questioni più tecniche potrebbe essere raggiunto venerdì 21 novembre.
I temi principali del pacchetto politico sono: una risposta ai Piani nazionali di riduzione delle emissioni nazionale (NDC) insufficienti per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C; la finanza climatica e gli aiuti ai Paesi poveri; le barriere al commercio (con gli attacchi di Cina e altri Paesi alla tassa europea sul carbonio alle frontiere) e la trasparenza. Le parti stanno valutando anche come inserire un possibile percorso di accelerazione della transizione dai combustibili fossili.
Questo pomeriggio si terrà l’incontro “Mutirão Mobilization for the Belém Political Package” con la partecipazione dei Capi delegazione e dei Ministri; per l’Italia, il Ministro Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e sicurezza energetica).
COP30, pubblicata una prima bozza di compromesso
Il Brasile ha prodotto una prima bozza di accordo tra le nazioni presenti alla COP30. Dopo negoziati sui punti critici che si sono protratti fino a tarda notte, è stata fatta circolare una bozza che include una serie di opzioni sulle questioni più complesse, a dimostrazione del divario tra le quasi 200 nazioni presenti a Belém e del lavoro ancora da fare per definire un compromesso finale. Il documento di nove pagine “Global Mutirao” – un riferimento al concetto indigeno di unione verso un obiettivo comune – lascia aperta un’ampia gamma di possibilità sui temi cruciali di Belem: misure commerciali, finanziamenti per le nazioni più povere e l’inadeguatezza globale degli obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio.
Ma il fatto che l’elaborazione della bozza su questi punti spinosi sia stata rapida suggerisce che la presidenza della COP30 sia fiduciosa di poter presto giungere a un risultato. “È probabilmente una delle prime pubblicazioni di un testo così chiaro nella storia recente della COP”, ha affermato Li Shuo, analista climatico dell’Asia Society Policy Institute.
La bozza riflette la netta divisione tra una coalizione che desidera una “roadmap” per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili e un blocco guidato dai Paesi produttori di petrolio che si oppone a tale sforzo. Propone un “workshop” facoltativo per discutere di “soluzioni a basse emissioni di carbonio” o una tavola rotonda ministeriale di alto livello sui percorsi per aiutare i Paesi a “superare progressivamente la loro dipendenza dai combustibili fossili“.
La bozza ipotizza anche di valutare gli impegni nazionali sul clima annualmente, anziché ogni cinque anni, per valutare con maggiore frequenza i progressi globali nella riduzione delle emissioni di gas serra e suggerisce che l’assistenza finanziaria dei Paesi ricchi a quelli in via di sviluppo per l’adattamento ai cambiamenti climatici dovrebbe essere triplicata entro il 2030 o il 2035, una richiesta fondamentale delle nazioni più povere. Sul delicato tema delle misure “unilaterali” (ad esempio la tassa sul carbonio imposta dall’Ue sulle importazioni) la bozza delinea quattro proposte, tra cui l’istituzione di un vertice sotto la guida del Segretario generale delle Nazioni Unite sulle controversie commerciali in materia di clima.
I negoziati sul clima dovrebbero concludersi venerdì 21 dopo quasi due settimane di negoziati, ma anche quest’anno si prevedono per gli sherpa lunghe nottate e straordinari.
